Con il 78,94% di affluenza è primato

PADOVA. Il referendum “sfonda” nel Padovano. Con un’affluenza che alla chiusura dei seggi ha toccato il 78,94%, la provincia di Padova è risultata la prima in Italia per percentuale di votanti sugli aventi diritto.
Una vera e propria mobilitazione di massa quella innescata dal referendum sulla riforma costituzionale con punte eccezionali a Mestrino (82,12%), Ponte San Nicolò (82,10%) e Santa Giustina in Colle (82,42%). Ma è nel comune di San Giorgio in Bosco, amministrato da Renato Roberto Miatello, a conquistare con l’83,23% il primato assoluto sul fronte dell’affluenza.
Complessivamente, passando al risultato della tornata referendaria, sull’intera provincia il Sì ha strappato il 38,9% mentre il No è andato oltre il 61%. Un risultato sostanzialmente in linea con quello registrato a livello nazionale.
E' stato anche corretto il dato che inizialmente dava la vittoria del sì a Villa Estense. Ad Abano Terme, il secondo comune commissariato in provincia con Padova, il No è stato sotto il 60%. Nessuna sorpresa nella leghista Cittadella così come a Correzzola. A Barbona, dove la giunta comunale è guidata da Francesco Peotta, il No è salito al 74%. Percentuali bulgare a favore del fronte anti-riforma anche costituzionale a Granze (75%). Forbice più stretta, invece, a Baone (con il Sì al 41%).
Anche a Selvazzano, guidata da Enoch Soranzo, il No ha prevalso nettamente: 57,97% contro il 42,03% del Sì. A Candiana riforma bocciata dal 70% dei votanti mentre a Ponte San Nicolò e Pozzonovo anche se non è stato certo un testa a testa l’esito finale parla sicuramente di un maggior equilibrio: 40-59 in entrambi i comuni. Anche a Piove di Sacco, dove governa il centrosinistra con Davide Gianella, il Sì non ha fatto breccia fermandosi sotto il 36 per cento. Risultato senza storia a Villa del Conte con il No che si è attestato oltre quota 74%.
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