Coronavirus, altri 6 morti nel Padovano: c’è una donna di 105 anni

Contagi in crescita, ma solo del 4%. Ormai si salvano solo 3 municipi della provincia, dopo Padova primeggiano i comuni che ospitano centri per anziani 

PADOVA. Rallentano i contagi, 6 anziani morti ieri e i contagiati sintomatici che ormai ufficialmente sono in 99 dei 102 comuni della nostra provincia a testimonianza che ormai il virus ha raggiungo ogni angolo del Padovano, senza contare ovviamente gli asintomatici che hanno contratto il virus ma non hanno disturbi e quindi non entreranno nelle classifiche. Nella giornata di ieri tre delle sei persone decedute era ospiti di case di riposo. Vittorino Foscarin, 83 anni di Castelbaldo viveva nel pensionato di Merlara, mentre Ezio Zampieri, 71 anni di Bagnoli di Sopra era ospite in quella di Monselice, come pure Antonio Ferrato, 78 anni di Monselice. In Geriatria a Camposampiero è mancata Elena Lazzarini, aveva ben 105 anni. In una vita lunga più di un secolo è stata stroncata pure lei dal coronavirus. Sempre a Camposampiero è morta Silvana Sette, 80 anni di Sant’Urbano. Era stata ricoverata nell’ospedale dell’Alta per un’altra patologia, ieri doveva essere dimessa e invece è morta. È risultata positiva al virus. Una persona è morta anche in azienda ospedaliera a Padova. Salgono quindi a 3 i deceduti all’ospedale di Camposampiero, 19 i morti in azienda ospedaliera e 32 quelli a Schiavonia. Due sono morti a Cittadella e i rimanenti nelle case di riposo.

rallentano i contagi

Sabato nella nostra provincia c’erano 2066 contagiati conclamati, ieri sono diventati 2149 (più 4%). La crescita è in netto calo rispetto ai giorni precedenti, anche se è presto per gioire. Crescono invece di parecchio le persone messe in isolamento domiciliare, erano 3270 e sono diventate 3532, con un incremento di 262.

totale tabella e totale reale

C’è una leggera discrepanza tra il totale dei contagi totali e quello della tabella che somma tutti i comuni della provincia dove si registrano infettati. Il perché è presto detto, il totale della tabella per comune riporta il dato del mattino (2124), mentre il totale aggiornato è riferito alle 17 sempre di ieri (2149).

report protezione civile

Malgrado il logo di Azienda Zero, alla nostra redazione risulta che il database provenga dalla Protezione civile, ma che il report venga diffuso “a uso interno” con il logo di Azienda Zero perché quest’ultima è l’unico soggetto istituzionalmente titolato a fornire informazioni di questo tipo. Nei giorni passati, alcuni sindaci erano intervenuti sui social, bollando questi report come fake e accusando giornali e social di diffondere report falsi e fuorvianti. Le cose non stanno così. A noi risulta il seguente scenario: dal 13 marzo scorso, i sindaci ricevono giornalmente una mail dal Servizio prevenzione dell’Usl di riferimento territoriale, mail con la quale vengono loro comunicati i contagiati: il numero, le generalità, gli indirizzi. Ciascuno riceve solo il report sul suo territorio. Lo scostamento rispetto a questo report deriva da alcuni parametri di riferimento, come l’attribuzione di un caso in base al domicilio o alla residenza, l’assegnazione dei casi delle case di riposo (spesso in Comune diverso da quello del ricoverato) o ancora i contagi riscontrati a suo tempo nelle sedi di lavoro.

padova guida la classifica

Analizzando la tabella degli infetti dopo parecchi giorni dall’ultima pubblicazione si notano delle consistenti variazioni. La prima valutazione che balza agli occhi, oltre al rafforzamento del capoluogo con 437 infetti e quella che vede numeri importanti nei comuni dove il virus è esploso nelle case di riposo: Monselice è a 160, Merlara a 78, Galzignano a 58. Ovviamente resta nelle posizioni di vertice Vo’ dove, va ricordato, il tampone è stato effettuato a tutti i residenti. I due comuni più popolosi dopo Padova, Selvazzano e Albignasego, hanno dati relativamente bassi, 42 e 39. L’Alta conta 44 infetti a Cittadella, 29 a Camposampiero, 30 a Curtarolo, 41 a Campodarsego e 25 a Loreggia.

schiavonia, anestesista infetto

Nel frattempo da quando l’ospedale di Schiavonia è diventato esclusivamente Covid aumentano i contagiati. Solo ieri conclamate le positività di due infermieri e di un anestesista. C’è anche il caso di un infermiere sessantenne intubato da qualche giorno. Ora i pazienti che arrivano al pronto soccorso di Schiavonia (temporaneamente declassato a punto di primo intervento) vengono tenuti 48 ore in astanteria, in modo da poter eseguire almeno 3 tamponi prima di portarli, a seconda della patologia, in un altro ospedale della provincia o di quelle limitrofe. Una tutela pensata per impedire che arrivino negli altri ospedali pazienti infetti, che però sta sottoponendo a carichi di lavoro extra il pronto soccorso. Le tre ambulanze di Schiavonia sono spesso impegnate durante la notte nel trasferimento di pazienti e quindi non sono sempre disponibili velocemente per le altre necessità “normali”. Sono in servizio tutta la notte anche l’ambulanza di Conselve e quella di Montagnana. L’ambulanza di Este invece prosegue nel suo orario standard che va dalle 7 alle 21, ma ora il suo servizio potrebbe venir esteso anche durante tutta la notte per coprire velocemente tutte le emergenze della zona. Per ora è una speranza. —


 

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