Coronavirus: altri trenta positivi e tre vittime, in Veneto l’indice Rt balza a 1,61

Monitoraggio di Iss e ministero della Salute: l’indice di trasmissibilità del contagio è il più alto in Italia
An ambulance of the Military Red Cross arrives at the hospital in Alzano Lombardo, northern Italy, 08 March 2020. The Italian authorities have taken the drastic measure of shutting off the entire northern Italian region of Lombardy Â? home to about 16 million people Â? in a bid to halt the ongoing coronavirus epidemic in the Mediterranean country. The number of confirmed cases of the COVID-19 disease caused by the SARS-CoV-2 coronavirus in Italy has jumped up to at least 5,883, while the death toll has surpassed 230, making Italy the nation with the third-highest number of infections (behind China and South Korea) and the second-highest death toll after China. ANSA/ FILIPPO VENEZIA
An ambulance of the Military Red Cross arrives at the hospital in Alzano Lombardo, northern Italy, 08 March 2020. The Italian authorities have taken the drastic measure of shutting off the entire northern Italian region of Lombardy Â? home to about 16 million people Â? in a bid to halt the ongoing coronavirus epidemic in the Mediterranean country. The number of confirmed cases of the COVID-19 disease caused by the SARS-CoV-2 coronavirus in Italy has jumped up to at least 5,883, while the death toll has surpassed 230, making Italy the nation with the third-highest number of infections (behind China and South Korea) and the second-highest death toll after China. ANSA/ FILIPPO VENEZIA

VENEZIA. Trenta nuovi positivi in 24 ore e tre decessi. Il ritorno della paura Covid, in Veneto, si accompagna alle cifre. E le cifre raccontano di nuove positività che, dopo la stabilizzazione della prima metà di luglio, negli ultimi giorni hanno ripreso a salire spaventosamente, passando dalle due di domenica alle 57 di giovedì, record da più di due mesi.

Quest’ultimo dato è in realtà strettamente legato ai 43 contagi riscontrati nella sede della Croce Rossa di Jesolo: 42 migranti nigeriani e un operatore. Nella struttura rimangono ancora 85 persone in isolamento, a gruppi, in attesa degli esiti degli ultimi sei tamponi.



Ma a fare paura è anche la notizia della positività di un barista di un chiosco-bar del mercato agroalimentare di corso Stati Uniti, a Padova. Un luogo che ogni giorno vedere transitare oltre mille persone. Per questo il Servizio prevenzione è al lavoro per rintracciare chi è entrato in contatto con il barista. Due casi eclatanti che, uniti agli altri focolai disseminati tra le sette province, sono la base a partire dalla quale leggere i dati del contagio.


Si parla del focolaio di camerunensi nel Padovano, del cluster kosovaro a Treviso, del focolaio nella rsa di Farra di Soligo, fino ai diversi focolai familiari. Situazioni diverse, ognuna delle quali considerata "sorvegliata speciale". Cluster in continuo aumento, così come ad aumentare è il numero dei soggetti positivi, attualmente 509 in tutta la regione.


D’altra parte, notizia di ieri, il Veneto è la regione con Rt - l’indice di trasmissibilità del virus - più alto in Italia. La media nazionale è 1.01, garantendo una trasmissione stazionaria; ma, secondo un monitoraggio condotto da Iss e dal Ministero della salute, in Veneto il numero schizza a 1.61. Lo si intuisce anche dal numero dei soggetti in isolamento, ora 1.617, con un balzo in avanti di 92 sulle 24 ore precedenti.

Ed è un aumento che prosegue, incessante, da 10 giorni; con qualche rara eccezione, dall’inizio del mese. L’1 luglio, le persone in isolamento domiciliare nella nostra regione erano 758; ora sono 1.617, vale a dire più del doppio. Mentre sono superiori di cinque volte i nuovi contagi emersi: il primo del mese erano sei, ieri erano trenta.

La provincia “sorvegliata speciale” in termini di quarantena è ancora quella di Verona, dove 457 persone sono sottoposte all’isolamento domiciliare preventivo; seguono le province di Treviso (377) e di Venezia (274). Parlando di contagi, invece, la situazione peggiore è quella del Padovano, con 107 positività accertate; seguono il Trevigiano (78) e il Veneziano (62) che, con la scoperta del focolaio di Jesolo, supera abbondantemente le province di Verona (52) e di Vicenza (50). Ma la notizia più triste è costituita dai tre nuovi decessi in 24 ore, negli ospedali di Treviso, di Villa Salus, a Mestre, e di Legnago, nel Veronese. Fino al totale di 2.049 vittime dall’inizio della pandemia.

Un ulteriore aumento di quattro unità si registra poi tra le persone ricoverate in ospedale, in area non critica, che passano dalle 30 di giovedì alle 34 di ieri. Rimane stabile, invece, il numero dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva, sempre due. Considerando i pazienti ricoverati, ma negativizzati, le cifre sono decisamente più pesanti, triplicando i numeri dei pazienti tuttora positivi. I ricoverati in ospedale, con esito del tampone negativo, sono 94 in area non critica e sei nei reparti di terapia intensiva.—


 

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