Coronavirus, autopsia sull’impiegata di Massanzago morta durante la guarigione

MASSANZAGO. Sarà fatta piena luce sulla morte di Giovannina Favero, 58 anni di Massanzago, deceduta in seguito ad una polmonite e positiva al coronavirus. Incarico al medico legale Antonello Cirnelli da parte del pubblico ministero Andrea Girlando. Alle 11 eseguita l’autopsia in una sala certificata in classe 3, e quindi idonea per fare esami autoptici ai infetti da Covid-19.
Favero, impiegata, era stata ricoverata dall’8 al 19 marzo scorso nel reparto Malattie infettive a Padova per polmonite da coronavirus. Sembrava si stesse riprendendo bene e quindi proprio il 19 è stata trasferita alla casa di cura Santa Maria.
Con Cirnelli oggi presente anche un chirurgo, il dottor Ernesto Angelucci (primario della Chirurgia generale al Policlinico San Giorgio di Pordenone) pure lui nominato dalla procura. Il perchè è presto detto. All’impiegata erano comparsi dei dolori addominali alle 16 del 23 marzo e il medico - ora indagato - Claudio Fania non sarebbe andato a visitare la paziente nonostante che i dolori stessero aumentando. La mattina successiva, ossia il 24 marzo è subentrato il primario Giuseppe Battaglia che, trovando la paziente agonizzante, ha chiamato l’anestesista che ha tentato di rianimare la donna che purtroppo è morta poco dopo.
Esposto in procura
Sono stati i familiari della Favero a presentare un dettagliato esposto in procura chiedendo che fosse fatta piena luce sulla morta della loro congiunta che sembrava essere uscita dalla fase acuta della malattia causata dal virus. Il pm Girlando ha ritenuto che ci fossero i presupposti per chiarire la vicenda ed accertare eventuali responsabilità. Ovviamente il medico indagato potrà anche in questa fase dimostrare di aver agito in modo corretto. Giovannina Favero lavorava da oltre 20 nella segreteria dell’Istituto Comprensivo di Borgoricco, chiuso da un mese per l’emergenza sanitaria. La sua morte ha suscitato un profondo cordoglio soprattutto a Borgoricco, dove Giovannina Favero era molto conosciuta perché era originaria della frazione di San Michele delle Badesse ed era parrocchiana di quella di Sant’Eufemia pur abitando nella confinante Massanzago, paese del marito.
Giovannina cantava nel coro maggiore della parrocchia di San Michele, nelle Messe della domenica, e aveva un gruppo di amiche con le quali s’incontrava spesso. La sua morte improvvisa getta nella disperazione i suoi tre figli, Claudia, Luca e Giulia ai quali proprio lei aveva assicurato il giorno prima di stare abbastanza bene. I familiari assicurano che l’ultimo tampone era negativo, si accerterà pure questo. Pure il marito della donna, positivo al virus è ricoverato in ospedale. —
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