Corso Milano. «Piste ciclabili pericolose»

 Dubbi e proteste dei residenti dopo il restyling della grande arteria 

«Sindaco, venga a bere un bicchiere di prosecco da noi. La faremo accomodare fuori, su una delle nostre sedie e si renderà conto di persona degli effetti concreti della nuova viabilità dopo la fine dei lavori della rivisitazione in Corso Milano». A parlare è Chiara Mistro dell’Enoteca La Moscheta, uno dei locali coinvolti nei lavori. «È stato un intervento inutile», aggiunge la ristoratrice, «La viabilità era migliore prima». Tra i residenti Gabriella Donà e Maria Antonietta Roveta. «Con la nuova viabilità è diventato un problema uscire con l’auto dal garage», osserva la signora Donà, «È diventato difficile anche andare a gettare i rifiuti nei cassonetti». Roveta: «I ciclisti sfrecciano ad alta velocità. Le piste vengono utilizzate anche dai motociclisti, che hanno l’abitudine di accelerare spesso. In pratica, ogni volta che usciamo di casa o da un negozio, rischiamo di essere investiti. E poi non è vero che, con l’aumento delle bici sulle due piste, l’inquinamento sia diminuito. C’è più traffico di prima e, di conseguenza, è cresciuto anche lo smog».

L’edicolante Andrea Schiavon: «L’intero corso, dopo i lavori, è effettivamente diventato più bello e più funzionale. Ma perché il Comune ha tagliato 40 posti auto a raso solo perché è diventata park una parte della Prandina? Perché sono state realizzate, in entrambi i lati della strada, due piste ciclabili e non una? Con una maggiore attenzione la viabilità e la mobilità di Corso Milano sarebbero potute diventare più efficienti e non avrebbero causato problemi né ai residenti e né ai negozianti. Accontentiamoci delle modifiche apportate dal Comune, sperando, però, che i ciclisti indisciplinati siano multati dai vigili ogni volta che sbagliano».

Nel dibattito a più voci, a lavori finiti, intervengono anche gli autisti di BusItalia attraverso i sindacati. «Passano per Corso Milano sia i bus del servizio urbano delle linee 6 e 10 e quelli extraurbani diretti a Mestrino-Vicenza e ai Colli Euganei», ricorda Sandro Lollo della Fit-Cisl, «Visto che la carreggiata è stata ridimensionata, è scontato che i miei colleghi facciano più fatica a percorrere l’intero corso. Le code più lunghe sono quelle che si formano, quasi ogni mattina, sia per le auto che per i bus, provenienti da Chiesanuova, dalle 7. 30 alle 9. 15 e nella fascia dei rientro nel pomeriggio». E a questo punto, per snellire il traffico, il sindacalista fa una proposta radicale. «Alla rotonda, che si trova all’incrocio con le vie Orsini e Raggio di Sole, è scritto che agli automobilisti è consigliato di percorrere non più Corso Milano, ma le vie Bronzetti e Sarpi. Indicazione preziosa, ma sarebbe meglio che la parola “consiglio” fosse sostituita con la parola “obbligo”. In questo modo chi deve andare verso nordest, sarebbe obbligato a restare lontano del centro ed utilizzare il percorso che passa anche per il poco usato cavalcaferrovia Sarpi Dalmazia». —

Felice Paduano

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