Costa, il socialista del Psiup e il laborioso compromesso

L’avvocato di Loreo fu eletto nell’aprile del 1946 da un’assemblea municipale che vedeva tra i suoi componenti cinque futuri membri della Costituente
Di Claudio Baccarin

di CLAUDIO BACCARIN

Era davvero un “piccolo Parlamento” quell’assemblea municipale che il 19 aprile 1946, un venerdì santo, venne chiamata ad eleggere il sindaco. Ne facevano parte, infatti, tra gli altri, cinque consiglieri che quaranta giorni dopo sarebbero stati eletti alla Costituente. Un giurista del calibro di Giuseppe Bettiol. Il professor Luigi Gui, che sarebbe stato rieletto al Parlamento fino al 1983. Il grande latinista Concetto Marchesi, che era stato rettore dell’Università nel 1943. Mario Saggin, faro dei commercialisti italiani, che avrebbe presieduto la Fiera dal 1948 al 1960. E ancora Gastone Costa, che avrebbe avuto l’onore di succedere al comunista Giuseppe Schiavon, nominato sindaco l’8 maggio 1945 dal Cln. Un sesto futuro padre costituente, Umberto Merlin, già parlamentare popolare prima dell’Aventino, aveva optato per il consiglio comunale di Rovigo, dove venne subito eletto sindaco.

Il giorno precedente si era svolta, sotto la presidenza del professor Bettiol (il più votato degli scudocrociati), la prima riunione del consiglio eletto il 24 marzo, ma non era stato trovato l’accordo. Le sinistre (Pci, Psiup, Partito d’azione, Partito socialista cristiano, Partito unionista europeo) potevano contare su 25 consiglieri. Altrettanti ne metteva in campo il centrodestra (Dc e Pli). Saggin rilevò che nell’aula mancava il crocefisso.

Alle 15 del 19 aprile l’assemblea municipale tornò a riunirsi. Quel giorno al cinema Lux si proiettava il film “La taverna dei sette peccati” con Marlene Dietrich. Mentre sullo schermo del Garibaldi scorrevano le immagini di “Un giorno nella vita” con Amedeo Nazzari e Massimo Girotti. Il socialista Costa fu eletto sindaco con 45 voti (4 le schede bianche: oltre ai liberali si astenne lo stesso Costa). A Cesare Crescente, che in passato era stato sindaco di Ponte San Nicolò per una decina d’anni, toccò la carica di assessore anziano e prosindaco (in virtù di 43 consensi e 6 schede bianche).

Ma chi era Gastone Costa? Nato a Loreo, in provincia di Rovigo, il 19 agosto 1878, aveva conseguito la laurea in giurisprudenza a Pisa. Dopo aver svolto un tirocinio nell’amministrazione dello Stato (ufficiale dei dazi a Napoli e Roma), tornò ad Adria e si dedicò alla professione di avvocato. Cominciò a lavorare a Padova, in municipio, come segretario di seconda classe. Subito dopo la liberazione, venne nominato presidente dell’ospedale Civile (era già stato consigliere di amministrazione dell’ospedale di Adria) e membro della commissione straordinaria degli avvocati e procuratori di Padova.

Nel suo discorso d’investitura si rivolse ai «colleghi egregi» del consiglio e ai cittadini di Padova, ringraziandoli per l’onore che gli avevano fatto. «Non a prevalenza della parte politica - affermò Costa - in cui milito, ma a necessario e laborioso compromesso dei maggiori partiti, favorito da autorevoli rappresentanti della minoranza, io debbo l’investitura a questa carica di grande prestigio e di non meno grave responsabilità nella rappresentanza della città insigne che ormai mi onoro di considerare patria municipale di adozione». . Il 2 giugno si svolsero il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente. . L’avvocato Gastone Costa venne eletto alla Costituente: ottenne 8 mila 300 voti nella roccaforte di Rovigo, ai quali aggiunse i 2 mila 127 consensi di Padova, i 427 di Verona e i 256 di Vicenza. L’esponente socialista conservò il doppio incarico per soli dieci mesi. Il 5 aprile 1947 Costa scrisse agli elettori una lettera di dimissioni in conseguenza del passaggio all’opposizione del gruppo di consiglieri guidati dal tipografo Luigi Boscardin. . L’esperienza consiliare di Costa durerà fino al 1951 quando, eletto consigliere sia a Padova che ad Adria, opta per il centro rodigino. Nel frattempo l’avvocato nativo di Loreo era stato rieletto alla Camera nel 1948, di cui divenne vicepresidente. Gli toccò, per qualche tempo, anche la presidenza della Cassa Depositi e Prestiti. Nel ’53 non venne rieletto. Gastone Costa morì a Padova il 12 novembre 1958.

Tratto dal libro “50 anni di Consiglio comunale a Padova”.

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