A Padova dimezzato il credito bancario agli artigiani in dieci anni

La provincia va peggio della media veneta (-40,2 per cento) e molto peggio del resto d’Italia (-30,1 per cento). Montagnin (Cna): «Un danno per 23 mila imprese e poco meno di 60 mila addetti, servono interventi mirati per evitare la desertificazione imprenditoriale»

In dieci anni dimezzato il credito agli artigiani padovani
In dieci anni dimezzato il credito agli artigiani padovani

Alla fine di aprile 2026, nella provincia di Padova, le imprese artigiane hanno avuto accesso ad una massa di credito bancario pari a poco più di 1,1 miliardi di euro.

Questo, secondo dati di Banca d'Italia elaborati da Cna Padova e Rovigo, le “consistenze di fine periodo” (lo stock) del credito erogato da banche e Cassa Depositi e Prestiti alle “famiglie produttrici”, in sostanza le Micro e Piccole Imprese (MPI) che hanno fino a 5 dipendenti.

Rispetto alla fine di aprile del 2016 questi numeri sono sostanzialmente dimezzati: secondo gli stessi dati infatti il volume dei crediti erogati a quella data erano 2,01 miliardi di euro. La flessione è del 43,6%.

E questa non l’unica brutta notizia: in termini percentuali Padova va peggio del totale del Veneto (da 9,6 miliardi dell’aprile 2016 ai 5,7 miliardi di euro dello stesso mese di quest’anno con una flessione del 40,2%) e pure di una media nazionale che ha registrato una flessione del 30,1% da 90,4 miliardi a 63,6 miliardi di euro.

Si tratta di un fenomeno oramai di medio periodo che si registra ogni anno: tra 2025 e 2026 la flessione del credito alle MPI è stato dal 4,5% a Padova (contro il 3,9% del Veneto e del 3,4% del Paese), mentre rispetto al 2024 il calo registrato è del 10,9% nel Padovano contro il 9,8% regionale e il 9,2 naizonale.

«Padova è terra di imprese, soprattutto di piccole e piccolissime, di artigiani e professionisti che lavorano quotidianamente per garantire prodotti e servizi alla propria comunità ma anche a clienti sparsi per tutta la regione, il Paese e il mondo intero», dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo, «Un sistema fatto di competenze, di occupazione, di lavoro duro e investimenti, di idee e di ricchezza che ritorna sul territorio. Un sistema che conta attualmente su quasi 23 mila imprese e poco meno di 60 mila addetti. Si tratta quindi di una parte fondamentale dell’imprenditoria del territorio che soffre di un calo strutturale del credito concesso dal settore bancario.

«Sono dati che oramai non ci stupiscono più: ogni giorno ci confrontiamo con imprenditori che ci raccontano quanto difficile sia oggi riuscire ad accedere al credito bancario», aggiunge il presidente di Cna Padova e Rovigo, «Quando un artigiano va in banca gli vengono richiesti sempre più documenti, sempre più garanzie, e gli vengono imposti sempre più paletti. Mentre i livelli decisionali sulle erogazioni si allontanano ogni giorno di più dai territori e dalle imprese che del credito hanno bisogno per fare crescere l’intero territorio. Una lontananza che rallenta i flussi finanziari necessari alle imprese per investire e crescere. E’ venuta di fatto a mancare quella relazione di fiducia e di conoscenza diretta tra il direttore della filiale e l’imprenditore. Ora ci si affida ai soli algoritmi che sono pensati a misura di un tessuto imprenditoriale diverso da quello flessibile, resiliente ma poco strutturato che è tipico dell’impresa artigiana. E questo è tanto più evidente se oltre ad essere piccoli, si è anche una startup».

«Servono misure in grado di invertire questa tendenza. Questo infatti è il primo strumento di accesso per le MPI al mondo della finanza e attualmente non sono attive soluzioni alternative», conclude Montagnin, «Anche per questo serve un’azione anche pubblica che sostenga chi vuole investire, perché le piccole imprese di oggi sono le medie e grandi imprese di domani. Creare un deserto di MPI rischia di contribuire a creare un domani senza grandi realtà imprenditoriali. Riteniamo necessario quindi che gli strumenti di sostegno che vengono messi in campo a livello regionale e nazionale siano alla portata anche delle MPI. Ma vale la pena di fare un appello agli istituti di credito: vedere che si producono utili incredibili a fronte di un calo così marcato del credito alle piccole e piccolissime imprese è registrare una perdita di contatto del sistema bancario con il territorio. Un approccio che danneggia le comunità da cui il sistema bancario trae la sua origine e il suo futuro».

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