Dalla Crusca ai social: La linguistica per tutti conquista Instagram

Il profilo di Anna e Michele Cortelazzo ha 51 mila followers. Con i quotidiani del gruppo Nem analizza le parole abusate dai giornali e ormai “di plastica”

Sofia Pegoraro
Anna Cortellazzo, digital strategist e il padre Michele Cortellazzo docente emerito di linguistica
Anna Cortellazzo, digital strategist e il padre Michele Cortellazzo docente emerito di linguistica

Dal 26 luglio 2024 Anna e Michele Cortelazzo raccontano una linguistica senza barriere. Lo si capisce dal nome scelto per questo progetto divulgativo online: su Instagram è @lalinguisticapertutti. Professore emerito di linguistica italiana all’Università di Padova e membro dell’Accademia della Crusca, Cortelazzo ha creato con la figlia Anna un account seguito da oltre 50 mila persone. Nei suoi video si trovano molte soluzioni ai dubbi linguistici che si affrontano tutti i giorni. Per far partire il progetto è servita l’insistenza della figlia, di professione communication strategist.

«Avevo il potenziale divulgatore in casa ma non voleva. Poi finalmente l’ho convinto» racconta lei. In due anni di video e approfondimenti l’obiettivo di Cortelazzo resta guardare cosa sta dietro le parole di cui abusiamo – dalle pagine dei giornali ai testi burocratici – quando parliamo e scriviamo. Anche da qui nasce la rubrica in collaborazione con i giornali del gruppo Nem intitolata “parole di plastica”.

«Sono termini che si ripetono inerzialmente senza che chi li usa rifletta veramente sul significato che trasmettono», sottolinea Cortelazzo. «Sono parole pronunciate meccanicamente come oggetti da consumo». Diversi termini analizzati dal linguista – come resilienza, spritz, letteralmente – vengono segnalati direttamente dagli utenti che si imbattono sul profilo. Nelle interazioni con il pubblico c’è anche spazio per una riflessione sul futuro della lingua italiana. Cortelazzo resta fiducioso: «Forse una volta dicevamo e scrivevamo frasi più complesse, ma riuscire a dire gli stessi contenuti con frasi più semplici è una perdita o un guadagno? Io sono dalla parte del guadagno».

Tra le battaglie portate avanti dal linguista padovano c’è quella contro il burocratese. Quel linguaggio – a volte inutilmente complesso – che blocca chi legge dal comprendere il significato di un testo, anche della pubblica amministrazione. Al tema ha dedicato una buona parte della sua attività pubblicando nel 2021 il libro Il linguaggio amministrativo. Principi e pratiche di modernizzazione. Nel rendere l’italiano una lingua più accessibile può aiutare la tecnologia. «Negli studi sull’italiano dell’intelligenza artificiale la parte del leone la fa il linguaggio burocratico» sottolinea Cortelazzo.

«Quello su cui noi potremmo concentrarci è vedere in che misura l’intelligenza artificiale – che non è né tutto oro né tutto fango – può aiutare chi lavora nella pubblica amministrazione a scrollarsi di dosso decenni di abitudini, vedendo il modo di scrivere in una prospettiva nuova». Se questa sarà una possibile via di salvezza si potrà giudicare a breve: «Se i tempi dei social sono veloci, quelli dell’intelligenza artificiale sono velocissimi, e quindi i risultati li vediamo nell’arco di qualche mese o mai più».

A seguire la pagina Instagram @lalinguisticapertutti sono principalmente utenti dai 35 ai 45 anni, ma il raggiungimento dei 51 mila utenti lascia intendere un bisogno reale. «Tutti parlano di lingua. Credo sia giusto perché è patrimonio di tutti i parlanti, ma spesso vengono condivise cose poco esatte o non confermate. Ora, grazie anche allo stimolo di mia figlia, usiamo gli strumenti digitali per rispondere a un’esigenza che hanno molte persone». Tra curiosità e ostacoli reali – come il femminile utilizzato nelle professioni – Michele Cortelazzo apre una finestra quotidiana sullo strumento che usiamo, possediamo e modelliamo tutti i giorni.

 

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