«Da due anni seguiamo un progetto»
PADOVA. «Ormai da due anni portiamo avanti un corso interuniversitario con la collaborazione di vari atenei per la formazione di personale religioso. Attualmente è il progetto più strutturato presente nel panorama nazionale e forse anche internazionale». Stefano Allievi, professore associato di Sociologia dell’Università di Padova, non comprende lo stupore suscitato dall’organizzazione del corso di quattro giorni per venti imam. Non lo può comprendere visto che da tempo ormai partecipa al progetto messo a punto dal Forum Internazionale Democrazia e Religioni, che due anni fa ha ottenuto anche il patrocinio del Ministero dell’Interno retto da Roberto Maroni.
Il principio cardine attorno a cui ruota il progetto è il seguente: «L’Italia è ormai un paese plurale. La libertà religiosa gioca un ruolo fondamentale nell’integrazione degli individui e dei gruppi e le comunità religiose di più recente insediamento sono chiamate a svolgere un ruolo importante nella costruzione della convivenza civile. Università, pubblica amministrazione e comunità religiose possono individuare insieme percorsi capaci di armonizzare identità culturali e religiose differenti con il contesto socio-giuridico in cui esse si collocano». Queste le ragioni del progetto “Nuove presenze religiose in Italia”.
«Il master dell’Università di Padova invece», evidenzia Allievi, «vuole offrire un complesso di conoscenze e abilità necessarie a coloro che in diversi ambiti professionali intendano operare in rapporto a contesti sociali caratterizzati in maniera decisiva dalla presenza islamica e al contesto di relazioni tra le comunità presenti in Italia e in Europa e i paesi di provenienza. Si punta quindi sulla formazione pedagogica e linguistica. In tutto questo contesto poi si inseriscono le iniziative gestite autonomamente dalle associazioni islamiche».
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