Da Second Life ai bitcoin i veneti degli “schei” virtuali

PADOVA. Lo chiamano tutti «Paci Barbarossa», perché è più famoso il nickname del suo vero nome. Lui è, in realtà, Davide Barbieri: è nato a Padova e, con il genovese Andrea Medri, ha lanciato nel 2007 la prima «virtual insurance company», unica allora nel suo genere, per il trading di quote e valute. Il sito oggi si chiama therocktrading.com ed è una delle più cliccate piattaforme “exchange” per scambiare euro con bitcoin e comprare la criptovaluta che consente pagamenti senza carte di credito, pos o assegni. Senza le banche, insomma.
Tutto inizia dieci anni fa nell’impalpabile mondo di Second Life. Barbieri e Medri creano qui il primo embrione per scambiare valuta con dollari o euro, dando vita a un’economia interna virtuale. Questo business, però, nel 2011 incrocia i bitcoin. Il sito cresce e inizia a scambiare anche nuove valute come i Litecoin, Namecoin e altre e diventa la prima piattaforma europea. I commercialisti padovani allora, non ne capirono la potenzialità, le banche (vere) non sganciarono il denaro, ovvero gli euro, così Barbieri e Metri si fecero finanziare a Malta dalla Bank of Valletta.
Therocktrading oggi conta su 23.804 utenti, l’anno scorso ha transato 142.898 bitcoin. L’azienda ha ancora sede a Malta ma il braccio operativo è proprio a Padova. «Ci sono exchange molto più grandi di noi - spiega Barbieri al telefono - ma siamo e restiamo la piattaforma più antica d’Europa. È questo il nostro successo». La nuova avventura di Barbieri oggi ha sede in viale Trieste, sempre nella città del Santo. È qui che nel gennaio 2015 nasce Tinkl.it, onomatopea del suono che fa la moneta quando cade sul pavimento.
«La nostra attività è sempre stata il trading sui bitcoin, ovvero lo scambio con l’euro, ma per far crescere questo business servono consumatori: persone che usino e altre che accettino questo sistema di transazione di denaro e non lo accumulino solo come mero investimento».
Tinkl.it fornisce ai commercianti servizi, app e informazioni su come accettare bitcoin come metodo di pagamento. «Parliamo di metodo - spiega Barbieri - perché non è diretto: i bitcoin li riceviamo noi che poi li convertiamo in euro e facciamo il bonifico al commerciante». Richieste? «Tante, ma non c’è diffusione, c’è tanta diffidenza».
Tinkl.it ha 100 clienti registrati tra Italia ed estero ma quelli veramente attivi «sono in numero notevolmente inferiore» ammette Barbieri: «Chi li ha non li spende, è come se avesse messo in cassaforte dell’oro e vuole guadagnarci».
Il collettore di questo mondo virtuale, e colui che sta cercando di creare il network transattivo, è un altro padovano doc che risponde al nome di Davide Michielotto.
Davide entra nel mondo bitcoin nel 2013, grazie alla sua competenza informatica, come un giovanissimo «nerd». «All’inizio bastava un semplice computer di casa per minarli» dice. «Minare» è il verbo tecnico con cui si possono «trovare» i bitcoin. È quasi come aprire una cassaforte: «In circolazione ce ne sono 16,3 milioni, ne vengono costruiti 5.600 al giorno ma per evitare l’inflazione stanno decrescendo a velocità costante» spiega. «Al tempo mi occupavo di transazioni elettroniche nel commercio. Passare ai bitcoin è stato difficile, non c’è normativa e tanta ritrosia» ammette.
Michielotto ha fondato bitcoinveneto.it per la consulenza operativa e il cambio. «Molti lo fanno per investimento, essendo una valuta molto volatile, tende a crescere ma è anche caduta, si è perfino dimezzata» spiega l’imprenditore che sta formando commercianti e creando una rete di compra-vendita. «Abbiamo coinvolto bar, benzinai, bed and breakfast - dice - in Veneto trovo grande difficoltà nella comprensione del meccanismo. Qui si portano i soldi in banca. Per i bitcoin non serve fiducia ma competenza nel capire che il denaro non è tangibile e anche la moneta, solo il 10% è carta, il resto sono dati». Un aiuto arriva da Xapo una sorta di carta di credito come quelle a cui siamo abituati che, più che in Italia, potrebbe diventare utile in Germania che ha ufficialmente riconosciuto i bitcoin come moneta di scambio tra privati con tanto di banca, Fidor Bank, che li accredita in conto.
«Il nodo è dematerializzare - conclude Michielotto - dal catasto, al passaggio di proprietà senza sottostare alle regole». Si può? «Il meccanismo è già stato inventato, la domanda - si congeda - è: gli italiani riusciranno ad abbandonare il fax?».
@eleonoravallin
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