Dario lascia a sorpresa Rivoluzione all’Usl 16

Andrà a Trento, Zaia: «Soluzione concordata». Tomasella in pole position
Di Elena Livieri
AGOSTINI AG.FOTOFILM TREVISO CONFERENZA STAMPA ULSS 9 TV F. BENAZZI PRESENTA NUOVI DIRETTORI, IN FOTO ANNAMARIA TOMASELLA
AGOSTINI AG.FOTOFILM TREVISO CONFERENZA STAMPA ULSS 9 TV F. BENAZZI PRESENTA NUOVI DIRETTORI, IN FOTO ANNAMARIA TOMASELLA

Non si può certo dire che il cielo sopra la sanità padovana sia di questi tempi dei più limpidi, ma un fulmine come quello caduto ieri sull’Usl 16 proprio non l’aspettava nessuno: il direttore generale Claudio Dario lascia. Armi e bagagli, dopo quasi 15 anni nel Veneto - di cui poco più di tre a Padova, prima come direttore generale dell’Azienda ospedaliera e poi dell’Usl 16 - parte per Trento. Lì avrà un incarico come direttore sanitario invece che di direttore generale come a Padova. A voler essere venali, però, sarà anche pagato di più - il doppio - essendo il Trentino fra le regioni a statuto speciale con più risorse a disposizione.

La notizia è arrivata ieri a metà mattina, affidata a un comunicato stampa a firma del Governatore Luca Zaia. «Rivolgo a Claudio Dario un sincero ringraziamento per gli anni spesi a favore della sanità veneta e della salute dei veneti e gli auguro nuovi successi nell’incarico che va ad assumere». Nessun benservito o resa dei conti: «Si tratta di una soluzione concordata» assicura Zaia a cui Dario, del resto, non aveva nascosto l’intenzione di accettare la sfida a Trento. Il dg, per altro, aveva partecipato già ad altri concorsi negli ultimi anni: nel 2014 si era messo in gioco a Castelfranco e pure in Friuli, nel 2015 addirittura in Piemonte. Lo scorso gennaio, scaduto il mandato in Azienda ospedaliera, Zaia ha nominato Dario dg dell’Usl 16, e commissario della 15 e della 17 (Alta e Bassa padovana). Incarico accettato dal manager a denti stretti, dopo che per tre anni aveva lavorato al progetto del nuovo ospedale. E nel giro di poche settimane questioni spinose si sono affastellate una sull’altra: su tutte la più recente sul destino del Dipartimento di Pediatria che il dg dell’Azienda Luciano Flor vedrebbe più che bene al Sant’Antonio, progetto sostenuto anche dal dirigente della Sanità in Regione Domenico Mantoan. Insomma, escluso dalla partita del nuovo ospedale e con il rischio che l’Usl perda il Sant’Antonio, Dario avrà ben fatto i suoi conti. «Mi è stato proposto un progetto stimolante in un contesto come quello trentino che, grazie al coinvolgimento dell’Università e la presenza della Fondazione Bruno Kessler, sviluppa iniziative di integrazione tra tecnologie e approccio umanistico che ho sempre perseguito» il suo commento.

Via uno scenario, se ne apre un altro. Mai come adesso la sanità padovana ha bisogno di pragmatismo. Al netto da commenti e letture politiche, è presumibile che l’uscita di Dario venga in fretta archiviata. Perché è al futuro che bisogna guardare. Chi assumerà l’incarico di nuovo direttore generale dell’Usl 16? Labbra serrate sui nomi, Zaia dichiara: «Per il sostituto ho le idee molto chiare». Che è già molto. Ipotesi, quindi. Non è da escludere una fase di transizione con l’Usl 16 affidata a un commissario. Magari lo stesso Mantoan. Si vocifera di una promozione all’attuale direttore amministrativo di Treviso Annamaria Tomasella. Mentre tra i gli attuali dg, il nome in pole position potrebbe essere quello di Giuseppe Dal Ben, alla guida dell’Usl veneziana e di quella di Chioggia, dove si è fatto apprezzare per l’impegno - e i risultati - nel risanamento dei conti. Ma Dal Ben si è distinto anche per la capacità di intessere ottimi rapporti con il territorio e, politicamente parlando, pare sia considerato un “mastino fedele e silenzioso”. Insomma, uno a cui viene dato un obiettivo e lo porta a casa.

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