De Toni sul futuro del centrosinistra: «Serve una coalizione larga e una leadership unitaria»

In Comune il confronto sul civismo con il sindaco di Udine De Toni. Il commento: «Il Bo è una scuola enorme di libertà individuale e di democrazia. Le università sono agenzie di sviluppo territoriale»

Flavio Centamore
Giordani e De Toni
Giordani e De Toni

«Il civismo ha un grande valore. La parola che sta in mezzo è la partecipazione». È attorno a questo messaggio di Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine ed ex rettore dell’ateneo friulano, che si è sviluppato l’incontro di ieri sera nella sala Paladin di Palazzo Moroni, in occasione della presentazione del suo libro “Una vita surfando sull’orlo del caos”.

Una sala gremita, con una presenza numerosa e attenta, ha fatto da cornice a un appuntamento andato ben oltre la presentazione, trasformandosi in un confronto sul civismo, sulla partecipazione e sulla capacità delle comunità locali di fare rete.

A dialogare con De Toni è stato Paolo Possamai, direttore del gruppo Nem (che edita anche questo giornale). L’iniziativa ha riunito una composita rete di realtà civiche della provincia: dal movimento dell’assessora Francesca Benciolini “Padova Insieme”, alle liste di Selvazzano, Ponte San Nicolò, Abano, Ester Rubano, Cadoneghe, Trebaseleghe e Limena.

La felicità pubblica

De Toni ha indicato nel «riformismo comunitario» una possibile chiave per affrontare la complessità delle società e delle amministrazioni locali: un riformismo capace di arricchirsi «di tutto quello che è il tema della partecipazione, del welfare generativo e della sussidiarietà». Al centro anche la «felicità pubblica», una prospettiva che «non significa assenza di dolore», ma capacità di attraversare le difficoltà grazie «al sostegno, alla solidarietà e alla fraternità di chi ci sta a fianco». Una visione di lungo periodo che deve poi tradursi in azione politica.

Il ruolo del civismo

Il civismo, dunque, come strumento per ricucire la relazione tra cittadini e istituzioni e mettere in comunicazione territori diversi. De Toni ne ha ribadito il valore, osservando però come, di fronte alle grandi questioni nazionali ed europee, debba necessariamente dialogare con la politica. Il punto di incontro resta la partecipazione, intesa come capacità di coinvolgere le comunità nelle scelte.

Una riflessione attuale in vista del voto del 2027. Interpellato sul futuro del centrosinistra, De Toni ha affermato che «per vincere c’è bisogno di una grande coalizione», indicando la necessità di «una leadership unitaria» e sottolineando l’importanza di coinvolgere anche l’area centrista.

La città e l’ateneo

«Il Bo è una scuola enorme di libertà individuale e di democrazia», ha ricordato De Toni, richiamando la storia dell’ateneo patavino. Oggi, ha aggiunto, le università sono «agenzie di sviluppo territoriale» e per questo occorre costruire «un’alleanza strutturale tra Comune e università». Sul valore dell’ascolto è intervenuta anche la rettrice Daniela Mapelli: «La democrazia non è solo un insieme di regole, figure e istituzioni, ma è prima di tutto la pratica dell’ascolto». Nessuna persona, forza politica o istituzione, ha aggiunto, «possiede da sola tutte le risposte».

 

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