Deep Purple, Hackett, CSN: il grande rock a Padova

PADOVA. I Deep Purple, sabato 30 alla Kioene Arena (ex PalaFabris) di Padova, hanno aperto alla grande il loro breve tour italiano. I padri dell’hard rock infatti hanno aperto nel Veneto la tournée destinata a proseguire a Milano (il 31 ottobre), Firenze (5 novembre) e Roma (6 novembre). Padova si conferma come una delle capitali italiane della musica dal vivo. I Deep Purple alla Kioene hanno richiamato ben 5.000 spettatori in delirio per la capacità dei leoni del rock di essere ancora una perfetta macchina da spettacolo. Incredibilmente negli ultimi anni la band sembra sempre migliorare ad ogni tour ed è un risultato notevole, tenendo conto del fatto che non sono più dei ragazzini. Vale la pena ricordare che l’incredibile cantante Ian Gillan ed il solido bassista Roger Glover hanno 70 anni; il potente batterista Ian Paice e Don Airey virtuoso delle tastiere che da anni ha preso il posto del compianto John Lord ne hanno 67; Steve Morse il pirotecnico chitarrista entrato nella band nel 1994, dopo che il leggendario Ritchie Blackmore se ne è andato sbattendo la porta, invece, è il “ragazzino” del gruppo a soli 61 anni.
Il concerto è stato caratterizzato da dei volumi assordanti degni della storia di Gillan e compagni, pilotati da un super impianto che non ha mai abbassato la qualità audio dell’esibizione. La scaletta è stata basata sui classici tra cui anche brani che i Purple non suonavano da tempo, insieme ai brani dell’ultimo ventennio con Steve Morse ma non sono mancate le sorprese. Infatti, come in altre date europee gli hard rocker hanno eseguito due pezzi nuovi: uno strumentale, basato su un solo del chitarrista ancora senza titolo e una canzone chiamata provvisoriamente “Hip Boots”. Si tratta di cose da far rizzare le orecchie ai fans, visto che lo stesso Roger Glover ci ha annunciato nei giorni scorsi che la band a febbraio del 2016 tornerà in sala d’incisione per registrare un nuovo disco di inediti a due anni dal fantastico “Now What?!”. A questo proposito, Gillan in persona però ha messo i puntini sulle i, affermando: «Non è detto che i nuovi brani che ci divertiamo ad eseguire dal vivo poi entrino a far parte della scaletta del nuovo disco». Il cantante poi ha spiegato che “Hip Boots” è nato in modo spontaneo da un riff piacevole a cui lui stesso si è divertito a cantarci sopra un testo, composto appositamente. Vedremo, se i due nuovi brani ascoltati a Padova entreranno a far parte del nuovo disco, che secondo quanto filtrato dall’entourage dei Deep Purple dovrebbe essere registrato a Nashville col produttore Bob Ezrin (lo stesso di “The Wall” dei Pink Floyd”).
La band si è confermata in grandissima forma musicale soprattutto nelle tante parti delle canzoni che hanno dato modo a tutti i componenti della band di evidenziare le loro qualità con assoli ed improvvisazioni mozza fiato. Per non parlare del momento emozionante in cui Gillan ha fatto cantare tutti e 5.000 gli spettatori sul ritornello di “Smoke on the water”. Dopo di che rimane il fatto che chi ha amato i Deep Purple dei dischi classici (“Deep Purple In Rock”, “Fireball”, “Machine Head” e “Made in Japan”) siamo abituati a sentire i fan della band che ancora oggi dopo 21 anni si lamentano della presenza di Steve Morse, un chitarrista eccezionale ma troppo lontano dallo stile del suo illustre predecessore Ritchie Blackmore e forse fin troppo americano per inserirsi adeguatamente nel mondo musicale dei britannici padri dell’hard rock. A favore di Morse però si deve ricordare che grazie a lui i Purple non si sono sciolti due decadi fa, dopo la fuoriuscita di Blackmore ed anzi hanno scoperto una nuova armonia dal punto di vista musicale ed umano.
La scaletta del concerto di Padova dei Deep Purple:
1 Après Vous 2 Demon’s Eye 3 Hard Lovin’ Man 4 Strange Kind of Woman 5 Vincent Price 6 Nuovo pezzo strumentale 7 Uncommon Man 8 The Well Dressed Guitar 9 The Mule (con assolo di batteria di Ian Paice) 10 Hell to Pay 11 No More Cane on the Brazos 12 Hip Boots 13 Wring that Neck 14 Mary Long 15 Hell to Pay 16 Assolo di tastiere di Don Airey 17 Pictures of Home 18 Space Truckin’ 19 Smoke on the Water 20 Hush 21 Black Night.
Padova e il Veneto continuano a confermarsi piazze particolarmente interessanti per il rock e pop dal vivo. Nelle ultime settimane, è letteralmente passata la storia della musica in città. Oltre al fantastico concerto dei Deep Purple alla Kioene Arena, vale la pena di ricordare quello di Steve Hackett, al Gran Teatro Geox di Padova, che ha fatto rivivere dal vivo il repertorio d’oro dei Genesis dei tempi di Peter Gabriel con brani storici come “Firth of Fifth”, “I Know What I Like” “The Cinema Show”. Poi, Crosby, Stills & Nash, sempre al Geox hanno fatto rivivere l’epopea di Woodstock con le loro incredibili armonie vocali e i classici come “Deja Vu”, “Teach Your Children” e “Carry On”. Al centro Rivolta di Marghera, invece, c’è stato il concerto dei Public Image Ltd. (Pil) di Johnny Lydon che nel 1977 con il nome di Johhny Rotten (Johnny Marcio) diede vita ai Sex Pistols e alla rivoluzione del Punk Rock.
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