Detenzione domiciliare per Luca Claudio

PADOVA. Capelli legati a coda di cavallo, collana di perle, camicia aperta con tatuaggio in bella mostra. Stile Fabrizio Corona. Eccolo Luca Claudio, l’ex sindaco prodigio delle Terme, dopo dieci mesi di carcere. Eccolo all’uscita dalla Casa circondariale, alle 18.30 di ieri, dopo l’arresto dello scorso mese di giugno, esattamente il 23. Sono andati a prenderlo i finanzieri che hanno indagato su di lui, gli stessi che hanno scoperto che quello spavaldo primo cittadino assurto alla politica sospinto dalle prime ventate di populismo, in realtà era lo snodo di un sistema a base di tangenti in cui tutti lo conoscevano come “mister 10%”. Destinazione: Porto Levante, frazione sperduta di Porto Viro sul Delta del Po, attigua all’Isola di Albarella che si trova nel territorio della confinante Rosolina. Una detenzione domiciliare che è una specie di confino, perché Claudio non può stare né ad Abano né a Montegrotto. E nemmeno sui Colli Euganei.
Il giudice ritiene che la sua presenza in quelle zone, in concomitanza con le elezioni amministrative, possa in qualche modo compromettere la regolarità della consultazione. Tale era la sua influenza sul territorio. Gli avvocati difensori dell’ex primo cittadino, Ferdinando Bonon e il professor Giovanni Caruso, avevano proposto al giudice, in prima istanza l’abitazione di Claudio a Montegrotto - rifiutata - e in seconda istanza un agriturismo sui Colli Euganei, rifiutata pure questa soluzione. Il gip Tecla Cesaro aveva consigliato un posto non nella provincia padovana e da qui la decisione proposta dallo stesso Claudio, per tramite dei suoi legali, di Porto Levante, accettata di buon grado. Fa sorridere che Luca Claudio, esiliato dal suo Comune, Abano Terme, ora commissariato, vada a finire agli arresti domiciliari a Porto Viro, pure commissariato da qualche mese per problemi politici anche se non per scandali di tangenti. Nelle poche righe della misura il gip Tecla Cesaro conferma che vanno concesse le attenuazioni della misura detentiva, ma che «Bisogna evitare una qualsiasi interferenza dell’imputato con le imminenti elezioni politiche di Abano». Claudio potrà vivere la quotidianità con la sua famiglia e con nessun altro. L’ex primo cittadino viene messo ai domiciliari per la prima inchiesta sugli appalti alle Terme visto che la seconda misura, relativa alla promessa tangente per la discarica di Giarre è decaduta. Il 20 dicembre scorso Luca Claudio ha patteggiato 4 anni, ammettendo quindi le proprie responsabilità dopo aver condotto una campagna elettorale, l'ultima, indossando la maglietta con la scritta “io sono innocente”. Contestualmente gli sono stati sequestrati 11 appartamenti ai fini della confisca e il dodicesimo l'ha ceduto allo Stato per poter patteggiare. Le accuse per lui erano di induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione, concussione e turbativa d'asta. Sancita la sua incandidabilità a qualsiasi attività politica. Una vittoria a tutto campo per il pubblico ministero Federica Baccaglini e per il colonnello Luca Lettere della Guardia di Finanza che condotto mesi e mesi di indagini serrate.
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