Disagi triplicati per raggiungere Padova

ESTE
La chiusura del tribunale di Este, ipotesi ventilata dalla recenti disposizioni governative e sempre più concreta, sarà uno smacco forte al territorio della Bassa Padovana. E se si vuole esulare da considerazioni politiche ed organizzative, non si può non considerare l’effetto che il trasferimento del tribunale a Padova avrà su ogni singolo cittadino. Per esempio in merito ai collegamenti con il tribunale del capoluogo. I numeri vengono in aiuto: un abitante di Arquà Petrarca dista dal tribunale di Este 11 km, percorribili in 19 minuti (la “prova” è stata compiuta con Google Maps): arrivare a Padova (ben che vada) richiederà 21 km e 20 minuti in più. Non va meglio a Baone (da 13 a 45 minuti), Barbona (con 31 km in più il tempo in auto passa da 13 a 45 minuti), Carceri (i minuti salgono da 12 a 41). Andrà malissimo per i cittadini di Castelbaldo (da 25 km e 34 minuti per arrivare ad Este a 69 km e 65 minuti per approdare al tribunale di Padova), Masi (i km in più saranno 42 e i minuti 29), Merlara (da 25 km e 36 minuti per Este a 68 km e 72 minuti per Padova), Santa Margherita d’Adige e Urbana (+34 km e +35 minuti) e Villa Estense (+32 minuti e +29 minuti). La distanza media dei Comuni che ricadono sotto la competenza della sezione distaccata di Este dal tribunale stesso è di 14 km, mentre dal Comune di Padva la cifra sale a 42 km, con un rapporto di 1 a 3. Il tempo di percorrenza in media raddoppia: dai 22 minuti per arrivare ad Este ai 46 per Padova. E se si vuole ragione a suon di euro, fa specie calcolare che un cittadino di Merlara spende 7,74 euro per andare e tornare da Este (fonte viamichelin.it), mentre è costretto a sborsare 19,54 euro per Padova. Un altro calcolo? Un utente di Urbana passa da 6,76 a 18,56. Insomma, la spesa triplica. E pensare che, lo dice il sindaco di Este, salvare il la struttura di Este (almeno per il servizio del Giudice di pace) costerebbe solo 2 euro a cittadino. A questo si aggiunge il fatto che per gran parte dei comuni è scarsamente collegata agli imbocchi dell’autostrada, mentre è minimo il collegamento ferroviario. Sulla linea Montagnana-Padova, per esempio, tra le 6 e le 12 ci sono solo quattro treni: 6.35, 7.02, 7.48, 8.46, passando poi con un balzo temporalmente ampio alle 10.34 e arrivano quindi addirittura al successivo delle 14.10. Disagi anche per il ritorno: anche qui solo quattro convogli dalle 12 alle 16.30: 12.15, 12.40, 14.33, 15.19 e 16.19. Sulla tratta Stanghella-Padova è ancora peggio: chi parte dal Comune sull’Adige ha tre treni tra le 6 e le 8, ma poi deve attendere le 13.03 per averne un altro più comodo. E rincasare diventa un’odissea: 12.05, 12.40, 14.03, 16.12.
«E’ pacificamente possibile ritenere che lo spostamento alla sede centrale di Padova – è l’opinione della Camera degli avvocati della Bassa – comporterebbe grave disagio per ogni cittadino e operatore, dall’avvocato al personale di servizio sino a periti a consulenti, sia in termini temporali che logistici di trasferimento, sia in ragione alla pericolosità dei tragitti aggiuntivi che ai costi superiori di gestione».
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