DOG WORLD SHOW/ Padovani a caccia di titoli

PADOVA. Si muovono eleganti, come modelle in passerella. E girano il mondo, da un concorso all’altro. In questi giorni Budapest è diventata la capitale dei cani più belli e bravi del mondo. Il World Dog Show, definito “il mondiale” dagli addetti ai lavori, quest’anno si tiene infatti in Ungheria. Da oggi a domenica l’Hungexpo ospiterà quasi 30 mila cani, che si sfideranno in gare di bellezza, obbedienza, agility e dog dancing. Alcune di queste star a quattro zampe arrivano proprio da Padova.
Betty Manea, 34 anni, è partita da Salboro con tre dei suoi nove cani di razza chow chow. «Dodi e Brook, maschi di 16 mesi e due anni, e Missy, femmina di 14 mesi. Li preparo da tempo per questo evento: il pelo dei miei cani, lungo e voluminoso, richiede una manutenzione complessa, quindi sono necessarie toelettature complete di lucidanti e volumizzanti. E poi tanto phon, affinché l’asciugatura del pelo sia completa», racconta Betty. Questi cani tibetani, dal pelo spettacolare e dalla caratteristica lingua blu, sono stati abituati fin da piccolissimi al tavolo da gara, alle pettinature, alle sfilate, ai ring.
«Sono perfettamente a loro agio, il ring è casa loro. Dodi è quello un po’ più lunatico: fa tutto ciò che gli si chiede, ma solo quando vuole lui», aggiunge Betty, che ha fatto della passione per questa razza un mestiere a tempo pieno. «La soddisfazione di vincere non ha riscontro economico, se non nella quotazione delle cucciolate: i figli dei campioni sono più richiesti e hanno un valore maggiore».
Un altro padovano a caccia di titoli in Ungheria è Federico Bagnoli, 44 anni, commerciante, che col fratello Alessandro alleva cani di razza dogo argentino in zona Roncajette. Chalaco, Mattia e Heidi sono i tre esemplari in gara, tutti e tre pluricampioni e con grandi speranze di fare bene. «Alimentazione curata, integratori, addestramento per le esposizioni: sono alcuni degli elementi indispensabili per fare di un cane un campione» dice Federico «ma, prima di tutto, tanto amore». Non è insolito quindi che, prima di una gara, il padovano schiocchi un bel bacio sul muso dei suoi molossoidi: un gesto d’affetto, un portafortuna per la gara.
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