Don Lauretta battezza il Comitato: un centinaio di persone alla messa

PADOVA. Un centinaio di persone hanno assistito alla messa celebrata da don Federico Lauretta nella basilica di Santa Giustina. Poco prima dell'inizio della celebrazione sul sagrato della chiesa è avvenuta la prima iniziativa pubblica del neonato "Comitato vittime della criminalità", battezzato dal movimento politico di destra Fratelli d’Italia e dall’ex assessore regionale Raffaele Zanon.
"Sponsor" dell'iniziativa il neoparroco della basilica don Federico Lauretta, «uomo di fede ingiustamente attaccato e strumentalizzato politicamente dalla stampa per avere detto la verità» si legge nella pagina Facebook del Comitato, che aveva invitato i padovani «senza colori e senza segni distintivi a partecipare per dare un segnale alla città che dorme».
Don Lauretta – feltrino di 39 anni, da 16 nel monastero padovano, una militanza giovanile nel Fronte della Gioventù, una stretta affinità con Fratelli d’Italia – è stato pronto a scrivere su Fb, alla voce orientamento politico, «Pnf» ovvero Partito nazionale fascista, salvo poi cancellare con un colpo di clic quella sua caratteristica, infuriato per essere stato sbattuto sui giornali «perché il fascismo è finito nel 1945, io sono un uomo di destra e questo non è un peccato mortale... Il fatto che mi appoggi a un partito (Fratelli d’Italia) non vuol dire niente, ho parrocchiani comunisti e cosa vuol dire? Mica gli faccio nulla».
Una “fede” politica profonda la sua, se il 28 dicembre scorso il parroco non ha esitato a scendere in campo a fianco dell’assessore provinciale Pavanetto (Fratelli d’Italia) in occasione di un sit in davanti alla Prefettura contro il decreto svuota-carceri e contro gli immigrati all’insegna dello slogan “Meno tasse, più sicurezza”. Adesso il debutto ufficiale del Comitato nella messa celebrata da don Lauretta. Un Comitato che «vuole raccogliere le testimonianze di tutte le vittime di atti criminosi commessi a Padova e provincia per costruire una rete associativa in grado di tutelare i diritti delle vittime e sensibilizzare le istituizioni spesso sorde al grido d’allarme del cittadino» si legge nella pagina Fb.
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