Don Marino rinvia il viaggio in Palestina. E spunta un "informatore"

Prosegue la mobilitazione dei parrocchiani a favore del don. "Se la Curia non ci riceverà, andremo a Roma dal Papa"
DORO - FOTOPIRAN - ALBIGNASEGO - REC FOTO DON MARINO RUGGERO
DORO - FOTOPIRAN - ALBIGNASEGO - REC FOTO DON MARINO RUGGERO

ALBIGNASEGO. La chiamata del vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico diocesano, monsignor Tiziano Vanzetto, che potrebbe arrivare da un giorno all’altro, ha indotto don Marino Ruggero, sotto processo canonico per aver violato l’obbligo del celibato dei preti, a rinviare il viaggio in Terra Santa che aveva programmato per questo periodo. «Ho ritenuto opportuno spostarlo più avanti, oggi non ci sono le condizioni per poterlo fare», si limita a dire il sacerdote rimosso il 2 gennaio scorso dalla comunità di San Lorenzo in Roncon di Albignasego. Dovendo rispettare la consegna della Diocesi e non potendo fare diversamente, l’ex parroco si limita a dialogare con i parrocchiani solo attraverso qualche stringato messaggio postato sui social.

I PARROCCHIANI

«Stanno trattando don Marino come se fosse un appestato», afferma una parrocchiana. «Possibile che gli venga impedito addirittura di venirci a salutare. Predicano la bontà, la fratellanza, il perdono. Nei confronti di questo sacerdote che ha fatto tanto del bene per la nostra comunità, stanno dimostrando un odio tremendo. Certe scelte ci meravigliano, non credo siano del vescovo ma di qualcuno che gli sta intorno che ce l’ha con il don. Non si rendono conto che hanno distrutto una persona e stanno distruggendo una comunità. Come facciamo a stare uniti, come predica don Brusegan, di fronte a queste prese di posizione che non sono da uomini di chiesa. Ci auguriamo che per il bene della nostra parrocchia in Curia facciano un passo indietro».

«ANDREMO A ROMA»

L’incontro del vescovo Claudio Cipolla e del delegato diocesano all’educazione, don Lorenzo Celi, con i componenti il Consiglio pastorale di San Lorenzo, avvenuto il 4 febbraio, al quale ha partecipato anche il parroco pro tempore don Giovanni Brusegan, sembra non sia servito a riappacificare gli animi in una comunità che continua a rimanere divisa. In quella riunione, duratar quasi due ore, monsignor Cipolla ha spiegato quelli che erano gli accordi con don Marino e che non si aspettava una reazione così violenta alla decisione di processarlo per aver violato l’obbligo del celibato. L’alto prelato ha anche assicurato che farà il possibile, per quanto di sua competenza, affinché il processo canonico si concluda al più presto. «Chiediamo che il vescovo non si limiti a parlare con i componenti il coniglio pastorale, come ha fatto senza farlo sapere a nessuno, ma venga a spiegare come stanno le cose alla comunità intera», afferma una delle attiviste. «Se non accetterà di incontrarci ci rivolgeremo al Vaticano, da papa Francesco. Per superare questo momento di grande smarrimento, abbiamo bisogno venga fatta la massima chiarezza su questa vicenda. Cosa che finora non c’è stata».

L’INFORMATORE

Sarebbe il sacrestano di una parrocchia vicina a quella di San Lorenzo la persona che viene a sapere per prima le decisioni della Diocesi su don Marino.«Questo signore un mese prima che nell’autunno del 2017 ci venisse comunicato l’avvicendamento del vecchio parroco don Carlo con don Marino, in arrivo dalla comunità vicentina di Laverda e Mure, mi aveva informato della decisione del vescovo», fa sapere un componente il consiglio pastorale. «La stessa cosa è successa a dicembre scorso con le dimissioni di don Marino avvenute il 2 gennaio. Nei giorni scorsi ci ha detto che don Giovanni Brusegan resterà a San Lorenzo almeno fino al prossimo mese di settembre». —


 

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