Don Mauro e la prima messa con il calice di don Gianfranco

CARMIGNANO DI BRENTA
Ventisei anni, un calice importante ricevuto in eredità e una vocazione portata avanti da quando ne aveva undici, sempre con grande convinzione. Don Mauro Cenzon è l’unico sacerdote della diocesi di Vicenza ad essere stato ordinato nel 2021. Da solo nella cattedrale vicentina, il 4 giugno è diventato ministro della Chiesa per l’imposizione delle mani del vescovo Beniamino Pizziol. Un segno di speranza e rinascita in un periodo di crisi vocazionale sempre più forte.
la prima messa
Don Mauro ha celebrato la sua prima messa domenica scorsa nella parrocchia dove è nato, quella di San Bernardino a Camazzole. La stessa parrocchia che due mesi fa ha pianto la morte per Covid di don Gianfranco Mazzon, guida della comunità da 26 anni. Tra i due, un legame di fede fortissimo iniziato con il battesimo di don Mauro e continuato ora con l’eredità del suo calice sacerdotale.
il battesimo
Don Mauro fu il primo bambino che don Gianfranco battezzò appena entrato a servire la parrocchia di Camazzole. Lo seguì fin da cucciolo nel suo percorso di vocazione, portandolo per la prima volta in seminario. Come un padre, aveva capito fin da piccolo quale fosse la strada del figlio spirituale e senza forzature lo accompagnò nel percorso. Prima gli incontri dei “chiamati per nome”, poi le scuole medie, le superiori all’istituto Farina e poi gli studi teologici. Ma anche l’esperienza con i bambini fragili al Villaggio Sos di Vicenza e la Caritas che ha riconfermato la sua missione. Musica classica, Inter, skateboard sono le sue passioni. Ed un sorriso contagioso, capace di mettere serenità e accoglienza, soprattutto ai tanti ragazzi che segue nella parrocchia di Araceli a Vicenza. Per la sua prima messa, la comunità di Camazzole ha allestito l’altare nel campo sportivo, dove poter assistere in sicurezza alla celebrazione. Erano presenti in tanti, amici, parenti e autorità, fra cui il vicesindaco reggente Eric Pasqualon ed il senatore Antonio De Poli, che hanno assistito anche all’ordinazione in cattedrale. Poi il sindaco del consiglio comunale dei ragazzi e la presidente dell’associazione Alessandro Bolis, Marta Boresi. Don Mauro ha celebrato la sua prima messa assieme ad altri sacerdoti che lo hanno visto crescere nel suo cammino.
Il calice
Ne è mancato uno, che tanto desiderava essere presente a quel momento importante, ma che il Covid si è portato via ingiustamente: don Gianfranco che, prima di morire, ha voluto lasciare in eredità al novello sacerdote il suo calice. Un dono prezioso che sigilla ancora di più il legame profondo fra i due presbiteri. «Un gesto significativo di passaggio dei poteri» ha sottolineato don Luigi Schiavo, amministratore parrocchiale «un segno di continuità a ricordare che la vita che passa dall’uno all’altro è la stessa, come medesimo è lo spirito divino che ci alimenta». —
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