Dopo due mesi una sola certezza la pista da battere è il rapimento

Sono passati più di due mesi dal 15 dicembre scorso, data in cui si sono perse le tracce di Luca Tacchetto, architetto 30enne di Vigonza, figlio dell'ex primo cittadino Nunzio Tacchetto, e dell'amica Canadese Edith Blais, 34 anni, scomparsi da Bobo Dioulasso, in Burkina Faso. Da quel momento i due giovani non hanno più dato loro notizie, creando fortissima apprensione.
CATENA DI RAPIMENTI
Che siano stati rapiti è stata quasi da subito l'ipotesi più accreditata, anche se non risulta ci sia stata mai una qualche richiesta di riscatto. Che siano stati uccisi da qualche banda, vista anche la situazione particolarmente difficile del Paese, pare rimanga, per fortuna, una possibilità remota.
Il motivo? I corpi dei due ragazzi non sono stati trovati, al contrario di quelli di tutte le persone che sono state rapite e poi ammazzate in Burkina nell'ultimo periodo. L'ultimo in ordine di tempo il 15 febbraio. Pochissimi giorni fa. Si tratta di un missionario salesiano di origine spagnola, Antonio Cèsar Fernàndez, 72 anni. L'uomo è stato ucciso da una banda di jihadisti vicino al confine con il Togo. Proprio il confine verso cui erano diretti Luca ed Edith, che sarebbero dovuti arrivare in Togo, dove ad attenderli c'erano i membri della onlus "Zion’Gaia", che i due ragazzi avrebbero dovuto aiutare nella costruzione di un villaggio. Sempre il 15, ma di gennaio, esattamente un mese dopo la scomparsa dell'architetto di Vigonza e dell'amica canadese, in Burkina Faso era stato rapito un geologo canadese, Kirk Woodman, sequestrato da una decina di uomini armati in un sito minerario di proprieta’ dell’azienda Progress Minerals, non lontano dal confine con il Niger. Il suo corpo privo di vita è stato poi trovato a distanza di soli tre giorni a Gorom Gorom. Tutti elementi che farebbero pensare al fatto che effettivamente Luca ed Edith potrebbero essere ancora vivi.
LE INDAGINI
Per quanta riguarda invece le indagini, la Farnesina continua a mantenere il più stretto riserbo, ritenuto necessario in una vicenda che ha come oggetto di reato il sequestro di persona a scopo di terrorismo. Reato su cui ha aperto un fascicolo la Procura di Roma. Anche le ambasciate del Burkina Faso, a Roma e a Milano, e quella italiana in Costa d'Avorio (l'ambasciata italiana non è presente in Burkina Faso ma si deve fare riferimento all'ambasciata italiana competente per il Burkina Faso in Costa D'Avorio), non lasciano trapelare nulla. Sulla sorte dei due trentenni e su come si stiano muovendo le indagini nel paese africano rimane un mistero. Quello che si sa è che all'inizio del mese di febbraio il Canada ha mandato un gruppo di agenti della polizia di stato in Burkina per seguire le indagini e le possibili tracce della scomparsa dei due ragazzi.
CANADESI ALL’OPERA
Quattro investigatori di una sezione speciale della polizia canadese, che però per il momento non hanno portato a galla, almeno da quello che è noto, nuovi elementi di rilievo. Intanto la situazione nel Paese rimane estremamente critica. Gli attacchi terroristici sono ormai all'ordine del giorno e gli episodi di violenza nei villaggi, nei posti di polizia e dello Stato si susseguono. —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








