A Padova una cascata di droga: sequestrati 212 chili: «È il quintuplo rispetto all’anno scorso»

Aumentano le chiamate al 113, le emergenze sono la violenza di genere e le truffe agli anziani. Il questore: «Il nostro motto è esserci sempre»

Alice Ferretti
In aumento i sequestri di droga a Padova
In aumento i sequestri di droga a Padova

Un bilancio fatto di emergenze ma anche di presenza sempre più capillare della polizia sul territorio. Dalla droga, con sequestri passati da 44 a 212 chili in un anno, all’aumento delle chiamate al 113, cresciute di circa duemila unità. E poi le criticità, come la violenza giovanile, quella di genere, le truffe agli anziani. È questo il quadro tracciato dal questore Marco Odorisio ieri, in occasione del 174esimo anniversario della fondazione del corpo.

La giornata si è aperta alle 8.£0 nella piazzetta della questura, dove Odorisio ha reso gli onori ai caduti della polizia con la deposizione di una corona d’alloro al monumento commemorativo. Alle 11 la cerimonia si è spostata in piazzale Cuoco, alla Guizza, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni, scuole e cittadini. Nel suo intervento il questore ha richiamato il senso della giornata, dedicata al tema “Esserci sempre”, ricordando anche il legame storico della Guizza con la liberazione del generale James Lee Dozier, nel 1982. Poi il bilancio dell’attività: «Negli ultimi dodici mesi abbiamo gestito 64.214 chiamate al 113, con un incremento rispetto al 2025, dalle quali si sono originati 14.247 interventi delle Volanti».

Numeri che raccontano un impegno crescente sul territorio, insieme ai controlli: «48.678 le persone controllate e 13.476 i veicoli». Sul fronte investigativo, il questore ha sottolineato i risultati della Squadra mobile: «201 arresti e 207 denunce», con un dato che segna un netto cambio di passo: «212 chilogrammi di droga sequestrata rispetto ai 44 chili nell’anno precedente».

Un quadro che conferma come lo spaccio resti una delle principali emergenze. Ma non è l’unica. «Si impone una riflessione profonda su quelle che oramai sono le priorità nel nostro agire quotidiano: la violenza di genere, la violenza domestica, la criminalità minorile, il bullismo e cyberbullismo, e le truffe agli anziani», ha detto Odorisio. Particolarmente forte il passaggio sulla violenza contro le donne: «Rappresenta l’espressione patologica e più dolorosa dello squilibrio di status che caratterizza ancora il rapporto con l’uomo». E ancora: «È necessario riappropriarsi della cultura del rispetto del prossimo».

Preoccupazione anche per i più giovani: «Condotte aggressive di gruppo, dove la violenza diventa strumento per ottenere visibilità sui social», fenomeni che, ha sottolineato, chiamano in causa famiglie e sistema educativo. Sul fronte della prevenzione, il questore ha ricordato l’attività della Divisione Anticrimine: «192 avvisi orali e 173 ammonimenti», strumenti spesso decisivi per fermare escalation di violenza, soprattutto nei casi di maltrattamenti. Ampio anche il capitolo sull’ordine pubblico, con «4.918 ordinanze di servizio», «3.082 servizi di prevenzione» e «464 servizi straordinari di controllo del territorio», gestiti in sinergia con le altre forze di polizia.

Infine il rapporto con i cittadini: «Lavorare per una maggiore soddisfazione dell’utenza deve essere la linea guida principale», ha detto il questore, parlando di «un tessuto sociale caratterizzato da laboriosità, serietà, dignità, espressione di quei valori dove, nell’attuale complesso e difficile contesto sociale ed economico, sono proprio le comunità del territorio, rappresentate dai sindaci e dalle associazioni, a fungere da argine e frangiflutto al rischio di possibili e pericolose derive, sempre in agguato. Infatti, nell’odierno contesto sociale è avvertita in maniera sempre più crescente l’importanza di sviluppare una capacità di rispondere in modo appropriato ai bisogni dei cittadini».

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