Euganea Film Festival nei Colli tra acqua, crisi climatica e uomo: «Ambiente e cinema dialogano»

La rassegna parte il 28 agosto con 38 eventi fino al 6 settembre. Presente anche Marco Paolini con una riflessione condivisa sul legame tra arte, acqua e territorio, il 2 settembre a Villa Draghi di Montegrotto

Nicola Cesaro
Una delle proiezioni dell’edizione passata
Una delle proiezioni dell’edizione passata

Venticinque anni di cinema indipendente, di comunità costruite attorno allo schermo e di paesaggi che diventano luoghi di incontro e riflessione. E di attenzione ai temi dell’ambiente, quell’ambiente che non è solo paesaggio ma è anche spazio di relazione tra uomo e natura.

Con queste premesse, la nuova edizione di Euganea Film Festival (Eff) – al 25° anno di vita, al via dal 28 agosto al 6 settembre – non poteva trascurare l’attenzione verso una risorsa come l’acqua, divenuta più che mai al centro dell’agenda politica anche nel nostro territorio.

L’acqua compare nei temi, nei titoli, nelle collaborazioni (su tutte, quella inedita con Acquevenete), negli eventi clou, come “L’acqua zè morta!” con Marco Paolini, riflessione condivisa sul legame tra arte, acqua e territorio, il 2 settembre a Villa Draghi di Montegrotto.

Vocazione ambientale

La rassegna prossima al via è stata presentata ieri a palazzo Ferro Fini, sede dell’assemblea legislativa veneta, su iniziativa della consigliera regionale Giorgia Bedin. C’erano il presidente di Eff, Marco Trevisan, con gli amministratori locali Riccardo Mortandello, Luigia Businarolo e Greta Cavallin, rispettivamente di Montegrotto, Este e Baone, e la referente di Acquevenete Luigina Rossi.

Eff è festival itinerante nei Colli Euganei, oggi Riserva Unesco, elemento che rende ancor più credibile la vocazione ambientale della manifestazione: «È un sito, un luogo, un territorio che si attaglia perfettamente al tema di questa rassegna e ai valori che il Festival porta avanti», ha confermato Bedin, ricordando tra l’altro che quest’anno forte è l’attenzione – nei 38 eventi previsti – anche alla valorizzazione delle registe: il 53% dei registi presenti, infatti, sono donne.

Ha anticipato il presidente Trevisan: «Quest’anno avremo la possibilità di assistere alla proiezione di 49 opere provenienti da 25 Paesi, con 18 anteprime italiane. Abbiamo visionato oltre 800 film per arrivare alla selezione di questa edizione».

I progetti

Le sezioni competitive sono due: il concorso internazionale lungometraggi e quello per cortometraggi. Crisi climatica, conflitti, movimenti di resistenza, nuove forme di convivenza tra esseri umani e ambiente sono il filo conduttore della selezione, che sarà valutata due giurie composte da personalità di primo piano del panorama cinematografico internazionale. La giuria dei lungometraggi riunisce la produttrice Erica Barbiani, il critico e programmatore Massimo Benvegnù e il regista spagnolo Oscar Alegria.

La giuria dei cortometraggi sarà invece composta dal sound artist Enrico Ascoli, dalla regista e animatrice Elisa Bonandin e dalla regista e sceneggiatrice Giulia Cosentino. Va inoltre ricordato che il Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova è oggi partner scientifico nella definizione del progetto culturale.

Accanto alle sezioni competitive torna Eff Hab, dedicata alle opere che riflettono sul modo in cui abitiamo il pianeta. Attraverso cinque documentari provenienti da contesti geografici molto diversi – dai deserti del Cile ai paesaggi d’acqua del Veneto, fino alle foreste dei Vosgi – la sezione racconta le trasformazioni degli ecosistemi, le conseguenze della crisi climatica e del turismo di massa e la fragilità dei litorali.

«Un altro progetto che ci sta particolarmente a cuore è Euganea Future Frames, dedicato al cinema italiano under 35. È un progetto che vuole dare spazio a giovani autori e, allo stesso tempo, utilizzare i Colli Euganei come luogo di ricerca e di produzione», sottolinea inoltre Trevisan. All’interno del progetto c’è anche la Euganea Film Residency, che coinvolge otto filmmaker selezionati attraverso una call nazionale e li accompagna in un percorso di formazione e produzione direttamente sul territorio: il 3 settembre il lavoro sarà presentata a Villa Rodella di Cinto Euganeo, già dimora dell’ex presidente veneto Giancarlo Galan, oggi bene della collettività dopo le note vicende giudiziarie.

La collaborazione

Si è detto della collaborazione con Acquevenete: uno dei frutti è “Al fiume!”, il laboratorio di scrittura collettiva condotto da Marco Gnaccolini e Raffaele Pizzatti Sertorelli, rivolto a partecipanti tra i 18 e i 39 anni, un progetto di Jolefilm per Atlante delle Rive.

Un laboratorio di scrittura condivisa che unisce narrazione, ecologia e gioco di ruolo per esplorare il rapporto tra esseri umani e ambiente attraverso la gestione delle acque. I partecipanti costruiranno insieme la storia di un fiume, dalla nascita alla foce, attraversando paesaggi, trasformazioni e conflitti. Si terrà a Villa Pisani di Monselice in più incontri.

Gli eventi

La nuova edizione si aprirà domani a Villa Beatrice sul Gemola, a Baone, con la sonorizzazione dal vivo di “Uomini di domenica” (Menschen am Sonntag, 1930), capolavoro del cinema muto tedesco, affidata a Krano, autore delle musiche del film “Le città di pianura” e vincitore del David di Donatello 2026 per la migliore canzone originale.

Tra gli appuntamenti più attesi anche la masterclass del regista e artista visivo Carlos Casas, protagonista del concorso internazionale con Krakatoa, e la presentazione della video-inchiesta “Acqua in bocca”, realizzata nell’ambito del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo, dedicata alla gestione delle risorse idriche nei territori palestinesi occupati. Il gran finale, con anche le premiazioni, è fissato il 6 settembre ai Giardini di Este.

 

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