Fa solo lavori saltuari ed è senza un tetto, branda in municipio

ANGUILLARA. Da mesi non ha un posto dove dormire, così ha portato il letto a fianco del municipio, dopo aver già trascorso le notti scorse sotto i cartoni, in un angolo sul retro dell’edificio comunale.
Vanni Piva, 34 anni, ex operaio, disoccupato da due anni, alle prese con lavori saltuari e irregolari, ieri si è presentato davanti al municipio con una rete, il materasso e qualche vestito in due borse di plastica. «Da gennaio sono senza una casa» spiega «e ormai non so più dove andare a dormire. Due anni fa ho perso il lavoro da operaio in una ditta del posto che ha fallito e da allora è andato tutto storto. Ho fatto altri lavori come manovale e ferraiolo, anche come spaccalegna, ma mai niente di stabile che mi permettesse di pagare regolarmente l’affitto. Così a inizio anno sono stato sfrattato e mi sono trovato in strada. Per un periodo sono stato ospitato dalla mia ex compagna, poi sono andato da mia madre, che però vive in una mansarda di poco più di 30 metri quadrati insieme con mia sorella e la nipote. Non potevo continuare a stare lì, nemmeno il letto ci stava. Adesso ho trovato anche un nuovo lavoro part time, sistemo giardini e raccolgo frutta e verdura per 30 euro al giorno. Potrei anche pagare una stanza se la trovassi, ma nessuno mi vuole aiutare. Sono solo riuscito a sistemare i mobili di casa in una stalla che mi ha prestato una signora. Non voglio trovarmi sotto un ponte o per strada, ho una mia dignità».
L’ex operaio ha incontrato il sindaco di Anguillara Luigi Polo, il quale gli ha spiegato che non ci sono alloggi disponibili. «Ma c’è anche un altro problema» aggiunge Polo «questa persona non è residente ad Anguillara. È nato qui ma è residente a Bagnoli, però chiede un aiuto a noi. Non voglio entrare in dettagli della sfera privata, dico solo che gli avevamo consigliato di tornare dalla madre ma a quanto pare non è possibile. Ho interessato sia l’assistente sociale che l’assessore, ma il caso non è semplice. In serata è arrivata una sistemazione provvisoria, negli spogliatoi del campo sportivo, per un paio di notti.
«Se non trovo un posto dove dormire non posso nemmeno lavorare» ribatte Piva «e io voglio un’occupazione per potermi pagare da vivere. Purtroppo ho un problema al polso sinistro, rimasto semi paralizzato, che mi limita in certi movimenti ma non mi tiro indietro, accetto qualsiasi lavoro. Sono giovane e non voglio ridurmi a fare il barbone».
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