Febbre del gioco, 32 già in cura all’Usl 15

LOREGGIA. Sono 32 i pazienti affetti dalla “febbre del gioco” seguiti dal Sert dell’Usl 15 Alta Padovana: 20 uomini e 12 donne. Tre vanno dal 25 ai 30 anni, gli altri dai 40 ai 65 anni. È un primo bilancio tracciato dopo 8 mesi dall’avvio del progetto sperimentale “Due di picche”. Ma le persone affette da questa patologia sono molte di più. Tant’è che il direttore generale Francesco Benazzi si sente di consigliare che siano gli stessi familiari a farsi carico di segnalare al medico di famiglia un eventuale caso prima che diventi una dipendenza. Altrimenti ci si può rivolgere direttamente al numero messo a disposizione dall’Usl 15: 049 9324960 o 9324967. Anche le istituzioni si sono mobilitate. All’appello lanciato dal sindaco di Loreggia Fabio Bui per fare rete, hanno risposto già tre Comuni: Silea (Treviso), Sant’Angelo di Piove di Sacco e San Martino di Lupari.
Provocatoria la proposta di Silvano Piazza, sindaco di Silea: «Serve una legge che regolamenti la questione gioco d’azzardo, ma non serve andare a Roma. Troviamoci sotto le Prefetture. La gente ha bisogno di esempi». Ma l’azione deve passare attraverso l’unità. «Non può andare avanti solo Bui, altrimenti la camorra lo impallina. Perché il business dei videopoker porta lauti guadagni e spesso c’è dietro la malavita», aggiunge Piazza. Per Romano Boischio, S. Angelo, e Sonia Lavo, assessore al Sociale di S. Martino, «serve una legge di riferimento nazionale che colmi il vuoto legislativo».
I quattro amministratori hanno steso una prima bozza. Agire sul regolamento edilizio e sulle concessioni per tenere le sale giochi a debita distanza dai punti sensibili; evitare la promiscuità con i prodotti in vendita collocando le macchinette videogiochi in un angolo riservato di qualsiasi esercizio; defiscalizzare gli esercenti che rinunciano a installarle o dare una premialità finanziando il capitolo con le multe date ai gestori; bloccare la pubblicità e dotare le macchinette di un dispositivo che permetta il gioco ai soli adulti. “Fa riflettere il fatto che lo Stato abbia diminuito la tassazione sui proventi del gioco: nel 2002 su 12 miliardi di guadagno ne sono stati pagati 4 di tasse (il 30%), nel 2011 su 80 miliardi la tassazione è stata di appena 8 miliardi (il 10%) ha sottolineato Bui. I quattro sensibilizzeranno tutti i sindaci inviando una lettera. Piazza inoltre porterà a Silea la serata “Azzardopoli”, tenutasi giovedì a Loreggia. Dove ha sconvolto tutti la testimonianza di Pino di Abano, che ha raccontato di aver iniziato ai videogiochi con il resto del caffè e di essere riuscito dalla spirale del gioco solo grazie alla terapia medica. “Vorrei che si facesse vivo con me” dice Bui.
Giusy Andreoli
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