La festa degli ultracentenari: nella loro memoria duemila anni di storia
Uno accanto all’altro mettono insieme memorie, esperienze e racconti. Maria non può dimenticare i momenti drammatici della Seconda guerra mondiale. Anche nella sua mente sono impressi i suoni e le immagini dell’allarme aereo per l’arrivo di “Pippo”

Seduta accanto alla figlia, con una giacca a fiori, truccata, Romola Golfetto, con i suoi 106 anni è la festeggiata più agée tra i 20 centenari festeggiati, venerdì 18 settembre, alla Civitas Vitae Nazareth. Uno accanto all’altro mettono insieme oltre duemila anni di vita; di memorie, esperienze e racconti.
Quelli che Romola, originaria di Battaglia Terme, nata nel 1920, ancora ricorda. A partire dal primo matrimonio, durato appena 13 giorni: «Ero a Ostuni. Stavo benissimo lì. Ero trattata come una regina». Poi però arriva la guerra e il marito di Romola parte per la campagna di Russia: «E non è più tornato a casa».

Della guerra le immagini nella mente dell’ultracentenaria, poi tornata nel Padovano, sono ancora impresse in maniera vivida; su tutte il passaggio di “Pippo”, l’aereo da caccia degli Alleati, ricognitore, che compiva incursioni notturne nell’Italia settentrionale. Poi Romola, stella al merito del lavoro, ricorda gli anni alle Officine elettromeccaniche Galileo, di Battaglia Terme, impiego che ha attraversato la sua vita assieme a quello di sarta.
L’altra storia
Seduta in uno dei tavoli sistemati in via Nazareth, di fronte ai cancelli della casa di riposo, per celebrare gli ospiti ultracentenari, è seduta, accanto al nipote, Maria Toppao «ma tutti mi conoscono come Jole», si affretta a precisare. Il traguardo dei cento anni lo ha tagliato da pochi giorni, in una data, l’11 settembre, che rimanda a un altro evento, l’attentato alle Torri Gemelle di New York, entrato nella storia.
«Mamma mia lo ricordo, eccome, quel giorno», dice Maria, la voce ancora ferma e chiara. «Stavo preparando il dolce, in cucina, quando ho visto quell’aereo entrare nel palazzo. Mi sono detta “ma dove sta andando quel matto”. Che vicenda incredibile».
Anche Maria non può dimenticare i momenti drammatici della Seconda guerra mondiale. Anche nella sua mente sono impressi i suoni e le immagini, come fossero un sogno, dell’allarme aereo per l’arrivo di “Pippo”; poi le corse nei campi e nel rifugio costruito vicino alla trattoria di famiglia, in zona San Lazzaro: «Per fortuna non ci è mai mancato da mangiare però sono stati tempi dove è successo di tutto».

Tra i tanti aneddoti sedimentati con i ricordi quello del fratello più grande «Giorgio che dopo un allarme areo non era più tornato salvo poi ripresentarsi qualche ora dopo con, tra le mani, un’enorme “gomitolo” di stoffa bianca; era quello che restava di un paracadute. Ho fatto camicie per tutti».
La festa
La festa alla Civitas Vitae Nazareth è stata voluta e promossa dal Club over 100-Ricomincio da zero, insieme alla Fondazione Opera immacolata concezione Ets col patrocinio del Comune. L’appuntamento si inserisce nell’anno del 70esimo anniversario della Fondazione Oic raccogliendo l’eredità del raduno del 4 maggio 2024 quando Fondazione Oic riunì 70 centenari conquistando il Guiness world record per il più grande raduno di centenari del mondo.
«Venti centenari riuniti insieme rappresentano un patrimonio umano che appartiene a tutta la comunità», osserva Andrea Cavagnis, presidente della Fondazione Oic. «La vera sfida - aggiunge Fabio Toso, dg della Fondazione Oic - non è solo vivere più a lungo, ma costruire una comunità nella quale sia possibile farlo mantenendo relazioni, ruolo sociale, interessi e partecipazione».
Tra i presenti l’assessore comunale al sociale, Margherita Colonnello: «È un momento veramente bellissimo in cui festeggiamo persone che hanno una memoria da portare senza però dimenticare l’importanza del loro presente». Quindi il consigliere provinciale Udc, Vincenzo Gottardo: «Vedere i nostri centenari riuniti qui, sorridenti e custodi di un secolo di storia, è un’emozione che stringe il cuore e riempie l'anima».
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