Festini con sesso e cocaina, un testimone fa i nomi

PADOVA. Il consiglio dell’ordine degli Avvocati si è riunito d’urgenza ieri mattina per discutere la sospensione cautelativa di Davide Bergo, il legale finito al centro dell’inchiesta della squadra mobile sui festini a base di sesso e cocaina tra Padova, Milano e Roma. Bergo, 45 anni, residente in via Euganea, attualmente accusato di detenzione di droga ai fini di spaccio, ha rinunciato ai 10 giorni di tempo che avrebbe a disposizione per presentare le proprie memorie davanti all’Ordine. Dunque, tecnicamente, lunedì mattina potrebbe già giungere la sospensione ufficiale dalla professione.
«Ha ritenuto di rinunciare ai 10 giorni per tutelare al meglio i suoi clienti», spiega l’avvocato difensore Alberto Toniato. «L’Ordine è stato convocato d’urgenza per discutere il caso», conferma il presidente Lorenzo Locatelli, «questo provvedimento tutela sia Bergo, sia i suoi assistiti visto che, se sottoposto a misura restrittiva, non può svolgere al meglio la professione».
Nel frattempo continuano le indagini degli uomini della squadra mobile guidati dal vicequestore aggiunto Marco Calì. Tra le dichiarazioni rese da tutte le persone coinvolte in questo giro di feste e weekend esclusivi, determinante è stata quella del migliore amico dell’avvocato: un trentenne di Padova. Il ragazzo avrebbe riferito di aver ricevuto cocaina da Bergo numerose volte, tanto da non riuscire nemmeno a quantificarle, nel corso degli ultimi due anni e mezzo. Ha raccontato inoltre di aver trovato in varie occasioni nell’appartamento dell’amico anche altri invitati, tra cui uno stilista che lavora per una famosa griffe di moda. Il tema forte delle serate era sempre lo stesso: la cocaina, lo sballo, la trasgressione. Complessivamente sono state convocate in questura a Padova oltre una ventina di persone, nella maggior parte dei casi professionisti che vengono associati alla “Padova-bene”.
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