Fiera delle Parole, superata quota diecimila spettatori

PADOVA. I primi dodici giorni di Fiera delle Parole in versione termale hanno portato a Montegrotto e Abano diecimila persone che hanno assistito ad incontri con autori, concerti, presentazioni di libri. Mica pochi diecimila spettatori ed è facile pensare che il numero complessivo raddoppierà visto che la rassegna dura 26 giorni. Il programmone della Fiera comprende 130 ospiti, tra quelli già venuti che hanno fatto il pienone Rampini, Mancuso, Camon, Molesini, Crepet, Padellaro, Finardi e venerdì sera Mauro Corona, con bandana e smanicato come suo costume e un seguito di 1800 persone che hanno riempito il PalaBerta.
Le Terme sorridono per il regalo che è arrivato loro da Massimo Bitonci, sindaco leghista di Padova, che aveva in casa la Fiera delle Parole e l’ha cacciata. Perché non era roba sua – e infatti era della città –, perché era una «manifestazione comunista» (se la prese con la presenza Ezio Mauro, Lella Costa, Augias e Staino) e perché sostanzialmente non ne aveva il controllo. Il Comune di Padova spendeva di tasca propria 60 mila euro per la Fiera. Esiliate le Parole, Bitonci si è rivolto a Sgarbi per l’organizzazione della rassegna “Torre di Babele” dal 16 al 23 ottobre, della quale non esiste ancora un programma né un conto finale.
La “madre-padrona” della Fiera delle Parole, Bruna Coscia, che con un pugno di collaboratori volontari è in pista 24 ore su 24 per tenere le fila della sua grande “creatura”, è stremata ma soddisfatta. Non ci guadagna, con la vicenda Bitonci ha pure rischiato l’ulcera ma con ostinata passione e volontà di ferro è andata avanti. E la sua letteraria “figlia” cresce.
Un primo bilancio della Fiera a Montegrotto e Abano?
«I numeri sono grandi. Arrivano i padovani che ci hanno sempre seguito» racconta Bruna Coscia «e dicono che quasi è più semplice venire qui dove si trova subito parcheggio che arrivare in centro a Padova. Poi vengono le persone che hanno sempre seguito le nostre rassegne ed Este e Rovigo. Devo dire che è una grandissima soddisfazione».
I turisti partecipano?
«Sì, molto. Soprattutto ai concerti, è bello sentire parlare tante lingue tra il pubblico».
Padova sede della Fiera delle Parole è tramontata per sempre?
«No, è nel mio cuore. A Montegrotto ho trovato un’accoglienza speciale, ma Padova non la dimentico. La Fiera si moltiplica, dunque non escludo nulla. Non con questa giunta, però».
Quanto costa la Fiera? E lei quando ci guadagna?
«I Comuni di Montegrotto ed Abano spendono in totale 40 mila euro. Io non guadagno un euro».
Intanto oggi alle 18.30 in piazza Primo Maggio a Montegrotto arriva David Riondino e la con la presentazione-spettacolo de "Lo sgurz" Storie, poesie, canzoni”. Lo “sgurz” raccoglie versi dalle prime canzoni della metà degli anni Settanta fino a testi contemporanei, una scelta del meglio della produzione poetica di Riondino, l’ultimo erede della grande tradizione dei “contrasti” in ottava, improvvisazioni poetiche in rima con le quali intreccia racconti e pensieri.
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