Fim-Cisl: «Bruciate dalla crisi mille aziende in quattro anni»

Sindacato dei metalmeccanici a congresso: dal 2009 il settore ha perso 22 mila posti di lavoro, concentrati soprattutto in provincia di Padova

PADOVA. La crisi, in Veneto, ha “bruciato” mille aziende tra il 2009 e il 2012.

La gran parte di queste imprese apparteneva al settore metalmeccanico, comparto produttivo la cui presenza rimane particolarmente rilevante nell’area centrale del Veneto (il 66% delle aziende ha sede nelle province di Padova, Vicenza e Treviso) è oggi costituita da un insieme di 22.400 imprese di cui circa 1.000 hanno più di 50 dipendenti.

È il primo dato significativo che emerge oggi al nono congresso della Fim-Cisl del Veneto in corso a Dolo fino al 5 aprile.

Dal rapporto analitico del sindacato dei metalmeccanici emerge che in Veneto gli occupati registrano una flessione di 22mila unità a dicembre 2011; mentre nel solo 2012 sono stati persi 4mila posti di lavoro.

A rimanere disoccupati sono state 6mila donne, il 30% di giovani (età inferiore ai 30 anni) e i più anziani 23% di quella degli (età superiore ai 55 anni).

In quattro anni - secondo la Fim - sono state aperte 1.800 procedure di crisi aziendali con il coinvolgimento di oltre 46mila lavoratori. Crisi che si sono risolte con il ricorso alla messa in mobilità del 22% dei lavoratori mentre per gli altri si è ricorso alla Cig Straordinaria.

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