Foresta: «Spermatozoi in vitro Così cureremo i nostri ragazzi»

Per la prima volta al mondo sono stati ottenuti spermatozoi umani in provetta, partendo dal tessuto dei testicoli di un uomo sterile. Lo ha annunciato la Kallistem, start up del Centro nazionale...
VIGATO - PRESENTAZIONE NUOVO OSPEDALE. CARLO FORESTA VIGATO - PRESENTAZIONE NUOVO OSPEDALE
VIGATO - PRESENTAZIONE NUOVO OSPEDALE. CARLO FORESTA VIGATO - PRESENTAZIONE NUOVO OSPEDALE

Per la prima volta al mondo sono stati ottenuti spermatozoi umani in provetta, partendo dal tessuto dei testicoli di un uomo sterile. Lo ha annunciato la Kallistem, start up del Centro nazionale ricerche francese durante una conferenza stampa. «Se i risultati saranno confermati da una pubblicazione scientifica, sarebbe un risultato straordinario», afferma Carlo Foresta, docente di Endocrinologia e Andrologia dell’Università di Padova che da sempre si interessa del tema. Già due mesi fa il gruppo di ricercatori diretto dal noto andrologo padovano ha presentato al Comitato di bioetica l’autorizzazione per poter crioconservare il tessuto testicolare di giovani affetti da tumori. La scoperta francese infatti potrebbe servire a risolvere casi come questi: preservare la fertilità di bambini e ragazzi che si devono sottoporre a trattamenti (come la chemioterapia) che annullano la possibilità di avere la spermatogenesi. «Attraverso le tecniche francesi, gli spermatozoi potrebbero originare da cellule staminali isolate dal tessuto testicolare dei pazienti», specifica il professor Foresta, «solo che non sarebbe possibile farlo in Italia perché qui la legge non permette di lavorare sui gameti. Ancora qualche anno fa, io e il mio gruppo di ricerca avevamo indotto la spermatogenesi nel topo ed eravamo riusciti ad arrivare fino allo stadio di spermatide, ovvero la cellula che si forma poco prima della maturazione in spermatozoo. Poi ci siamo fermati perché altro non si poteva fare e abbiamo cambiato ricerca». Da 30 anni molti laboratori nel mondo hanno cercato di ricostruire in laboratorio la spermatogenesi, cioè il processo di maturazione degli spermatozoi che avviene nei testicoli dopo la pubertà. E i maggiori risultati finora erano stati ottenuti solo su topi. La start up Kallistem non ha ancora pubblicato nelle riviste scientifiche riconosciute il nuovo metodo, che è però stato brevettato: un atteggiamento che ha destato più di qualche dubbio tra la comunità scientifica. «Manca la documentazione di cosa ha significato dal punto di vista genetico questa trasformazione», sottolinea Foresta, «Bisogna verificare che la costruzione del Dna dello spermatozoo non venga inficiata da una maturazione indotta da meccanismi diversi da quelli normali».

Elisa Fais

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