«Forma di illegalità in aumento È anche concorrenza sleale»

Dal vestiario agli accessori, dai giocattoli ai casalinghi: non c’è settore che resista al “copia e incolla”, il mercato della contraffazione. Nel Padovano lo confermano i dati forniti dalla Guardia di Finanza. Nel 2018 ben 68 interventi, termine che comprende sia controlli di natura amministrativa che perquisizioni frutto di procedimenti penali. Negli otto mesi del 2019 quella cifra è già stata quasi raggiunta (siamo a quota 64) e l’anno deve ancora finire. La fabbrica del falso produce sempre di più. Anche le persone denunciate per il reato di contraffazione o frode in commercio sono in aumento (34 nel 2018, già 38 nell’anno in corso) mentre nel 2018 in 6 sono stati segnalati per abusivismo commerciale. Ancora, nel 2018 sono stati sequestrati oltre 6 milioni di pezzi contraffatti, quest’anno ben 29 milioni (6 a Padova e 23 a Milano inseguendo la filiera del falso). «La nostra attività non si ferma al sequestro, è indirizzata a cercare le problematiche legate alla sistematicità delle condotte anche in vista dell’applicazione di norme più severe, come la normativa antimafia» spiega il tenente colonnello Dametto, «Un esempio? Se c’è la prova che un soggetto vive di contraffazione, si può chiedere l’applicazione della misura di prevenzione come il sequestro del patrimonio frutto dell’attività illecita». È un mondo difficile da colpire «perché c’è una continua rotazione fra le aziende che distribuiscono i prodotti contraffatti. Da noi, infatti, la produzione è limitata. Tre i principali canali di rifornimento: in ordine di qualità crescente Cina, Turchia e, in Italia, Napoli». Periodici i controlli al Centro Ingrosso Cina, sede di centinaia di ditte, punto di riferimento per clienti non solo dal Veneto e da altre Regioni ma pure da Slovenia e Croazia: qui si registra il 90% dei sequestri di merce contraffatta nel Padovano. È chiaro che i clienti del falso sono attirati dai prezzi concorrenziali. «Ai consumatori dico di fare attenzione: spendere meno, non significa risparmiare. Il bene contraffatto non ha prerogative tecniche di resistenza, bellezza e durata. C’è sempre da chiedersi: con quale materiale è stato realizzato questo prodotto? E con quali processi produttivi certificati? Può creare danni alla salute?» rileva il comandante delle Fiamme Gialle. Norme amministrative e penali: due sono le modalità per punire la contraffazione che «ha anche dei profili fiscali» continua Dametto, «Se la ditta che distribuisce i prodotti contraffatti non fa scontrini e non paga le tasse, c’è pure un problema di concorrenza sleale. Noi della Guardia di Finanza lavoriamo per tutelare i consumatori ma anche i commercianti onesti». —
CRI.GEN.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








