E’ morto Franco Baggio, il professore che ha educato generazioni di ragazzi: fondò l’Olympia

È morto a 76 anni Franco Baggio, storico insegnante di educazione fisica a Cittadella e fondatore della società sportiva Olympia. Un uomo che ha fatto dello sport uno strumento di crescita

Silvia Bergamin
Addio a Franco Baggio
Addio a Franco Baggio

Ha insegnato educazione fisica a tanti cittadellesi e ha fondato una società di calcio dove, a contare, non era il risultato. Franco Baggio è morto nel primo pomeriggio di ieri all’ospedale di Cittadella. Aveva 76 anni, viveva in Borgo Treviso, e da tempo lottava contro una malattia autoimmune. «Se ne va un grande personaggio, che è stato educatore di generazioni di ragazzi», lo ricorda Martino Baggio, presidente dell’Olympia, la polisportiva che Franco creò nel 1981 insieme all’amico Ciano Pasinato.

Baggio ha insegnato scienze motorie prima al Girardi e poi, fino alla pensione, al Fanoli. Negli anni Ottanta e primi Novanta è stato consigliere comunale e assessore allo sport, fino allo scioglimento del consiglio nel 1992, in piena Tangentopoli. Scuola e politica gli avevano dato una conoscenza capillare di famiglie e associazioni, e un ruolo di primo piano nello sport di base cittadino. Con Pasinato, il legame era totale. «Con Franco ho fondato l’Olympia 45 anni fa. Di solito dico che abbiamo condiviso tutto, fuorché le mogli. È stata un’amicizia che auguro a tutti di vivere».

All’epoca, a Cittadella, la nuova società fece discutere. «Ci chiamavano la P2, ci vedevano come dei sovversivi». Dopo la fusione del 1973 che aveva dato vita all’As Cittadella, l’Olympia nacque nel solco del patronato e della parrocchia, con un’idea precisa. «Volevamo dare a tanti ragazzi la possibilità di praticare sport in modo educativo e ludico, anche a chi non era tecnicamente bravissimo, senza l’ossessione del risultato. Lo sport come mezzo per far crescere le nuove generazioni: so che è una cosa impegnativa, ma l’idea di fondo era questa, nel nostro piccolo». Nata come polisportiva, con pallavolo e atletica accanto al calcio, l’Olympia ha sempre funzionato senza un presidente-capo.

«C’era una condivisione quasi totale nella gestione». Con l’aggravarsi della malattia di Franco, il testimone è passato a Martino. Oggi la società conta oltre 200 tesserati ed è conosciuta in tutto il Veneto soprattutto per il settore giovanile. Il momento più duro fu nel 2006, con l’incidente stradale che gli tolse le figlie Giulia a Marta. «Si è riversato su di lui un mare di bene. Per una decina d’anni, ogni sera, c’era qualcuno a mangiare a casa con loro. Questo ha dato merito a ciò che Franco aveva seminato prima».

Lascia la moglie Miriam Spiller, già insegnante di lettere, e il figlio Luca, laureato in scienze motorie. Gli ultimi due anni la malattia lo aveva privato di parola e movimento, ma non della sua presenza. L’Olympia lo terrà tesserato, come già fatto con un ex calciatore scomparso nel 1987. «Lo faremo anche con Franco».

E Pasinato: «Sento lo stesso vuoto di quando è mancato mio padre. Anche solo vederlo era un punto d’appoggio nel mio modo di vedere il mondo, il ricordo di tutto quello che abbiamo fatto insieme mi bastava».

 

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