Forza Italia apre la crisi «Rispetto o ce ne andiamo»

«Forza Italia non è un autobus, da cui sindaci e consiglieri salgono e scendono. È un partito che esige rispetto. E oggi chiediamo una verifica politica della maggioranza». Pesa le parole, scandendole una dopo l’altra, l’assessore Stefano Grigoletto mentre nella sala bianca del Pedrocchi apre ufficialmente la crisi nella coalizione che sostiene il sindaco Bitonci.
Crisi strisciante da mesi, esplosa con la decisione, lo scorso 28 giugno, di dimezzare le deleghe degli assessori di Forza Italia, togliendo la mobilità allo stesso Grigoletto e i rapporti con le associazioni di categoria alla vicesindaco Eleonora Mosco. Crisi che il sindaco prova a minimizzare («Deciderò cosa fare con i miei assessori e i miei consiglieri»), ma che la Lega prende terribilmente sul serio. Tanto che il segretario provinciale Andrea Ostellari convoca il tavolo di coalizione con gli omologhi di Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Il caso politico. «La politica è un patto con gli elettori. Io oggi parlo a chi ha votato Forza Italia. Ed è il 7,44% dei padovani, contro il 4,89% preso dalla Lega Nord. Il sindaco ha già perso il sostegno delle liste che appoggiavano Maurizio Saia, se dovesse perdere anche Forza Italia vorrebbe dire fare a meno del 18% dei voti dei padovani. Bitonci vuole questo?», è l’attacco di Grigoletto, che parla come segretario cittadino dei forzisti. Che di certo non si rassegnano ad essere schiacciati dalla ruspa leghista: «Se l’obiettivo è fare come Tosi a Verona o Gentilini a Treviso, cioè fare a meno di Forza Italia, non glielo consentiremo». Anche perché l’alleanza di centrodestra pesa in Regione e in diversi comuni del Veneto: «Dove tutto va benissimo – sottolinea Grigoletto – Solo a Padova c’è un problema, ed è caratteriale. Serve una taratura nuova nel rapporto con il sindaco».
Critiche su ospedale e stadio. L’esponente azzurro però non risparmia anche pesanti critiche all’azione amministrativa. A partire da uno dei punti fondanti di questi due anni: il nuovo ospedale a Padova Est. «Nel programma elettorale c’era il nuovo su vecchio – ricorda – Tutto si può cambiare ma il ragionamento andava fatto insieme. Invece Forza Italia non è stata neppure consultata».
Capitolo stadio al Plebiscito, su cui già il consigliere Carlo Pasqualetto aveva sollevato critiche. Grigoletto rincara: «Lealmente abbiamo votato il primo stralcio. Ma c’è una perplessità seria sui costi che stanno lievitando». Infine non è piaciuta neppure la decisione del municipio vietato ai giornalisti: «Un partito liberale non sopporta le censure. La casa comunale deve essere trasparente».
Il tavolo di coalizione. Forza Italia ha deciso di spostare la crisi su un piano politico. E il Carroccio non ci mette tanto a rispondere. «Ho ascoltato la conferenza stampa dell’assessore Grigoletto e sono rimasto tra lo sbigottito e l’esterrefatto – fa sapere il segretario provinciale del Carroccio Andrea Ostellari – Visto che l’assessore invoca la politica, comunico che ho già dato disposizione per una convocazione urgente del tavolo politico provinciale già costituito con Forza Italia e Fratelli d’Italia in occasione delle amministrative. Da quando sono segretario della Lega ho da subito instaurato un rapporto ottimo con i referenti politici del centrodestra che ha dato grandi risultati in campagna elettorale». Forza Italia a livello provinciale è rappresentata da Luca Callegaro, sindaco di Arquà, ma c’è da scommettere che Grigoletto non mancherà al tavolo. Che sarà convocato in settimana o al massimo lunedì prossimo.
Il consiglio in bilico. Si apre quindi una verifica che potrebbe portare a una spaccatura. Senza i forzisti, però, Massimo Bitonci non andrebbe in minoranza all’interno del consiglio comunale. Perché anche gli azzurri sono divisi. I consiglieri Nicola Lodi ed Enrico Turrin hanno già dichiarato il loro sostegno al primo cittadino, e in giunta Matteo Cavatton è ormai considerato ex forzista. Mentre la vicesindaco Mosco resta, per adesso, in silenzio continuando il suo lavoro amministrativo, concentrandosi sull’appuntamento di venerdì con “La notte dei colori”.
Fatti i conti Bitonci può contare, esclusi i forzisti Bianzale e Pasqualetto, su 17 consiglieri su 32. Un solo voto di scarto per la maggioranza. Una situazione precaria, sempre passibile di ricatti e impuntature. Anche per questo il primo cittadino potrebbe non arrivare alla rottura.
Trattative sono in corso su diversi livelli: nei giorni scorsi Bitonci ha tentato di “recuperare” un rapporto con Antonio Foresta, eletto con RiFare Padova ma da subito critico. Che però potrebbe essere figura di garanzia come presidente del consiglio comunale.
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