CADONEGHE. Un tempo era portato ad esempio in tutta Italia, poi rimasto privo di un custode giornaliero, al cimitero di Cadoneghe avevano cominciato a rapinare le signore, derubare le tombe, portar via le biciclette. Pareva un fenomeno relegato ad anni passati, almeno una dozzina. Invece nel camposanto di Cadoneghe i furti sacrileghi si stanno susseguendo anche ora, con una frequenza preoccupante. Molti parlano, pochi denunciano.
Ma gli episodi sono numerosi e, come sempre in questi casi, dolorosi. A sparire sono le piante e i fiori, ma anche i vasi (a una famiglia lo hanno rubato lasciando lì la pianta) e gli oggetti che i parenti depongono sulle tombe. Quanto dolore hanno provato i genitori di un neonato il giorno in cui, recatisi a salutare il proprio piccino, non hanno più trovato il trenino che avevano appoggiato sulla piccola tomba. Ne avevano chiesto la restituzione affiggendo dei cartelli.
Lontani quindi i tempi in cui il cimitero finì alla ribalta nazionale, essendo state installate delle panchine così da favorire il raccoglimento ma anche le chiacchierate di conforto tra chi vi si recava a salutare i propri cari. «Adesso in quelle panchine di domenica si siedono gli zingari a chiedere l’elemosina», rivela una giovane, che al cimitero ha il proprio padre. Ma sono anche altre le pecche segnalate.
A parte il gruppo di ossari il cui accesso è interdetto dalla grandinata del 19 agosto, perché il tetto in vetro si è scheggiato e rischia di crollare, nella zona in terra battuta in cui vengono collocate le sepolture più recenti si sono aperte delle buche. «La ditta di manutenzioni arriva da fuori città», racconta un uomo, «e per vedere sistemate le buche occorre attendere che venga sepolto qualcuno».