Gattini uccisi senza pietà: è rivolta in via Belludi

Residenti infuriati dopo l’ennesima rappresaglia contro la storica colonia di felini. Sospetti su un abitante del condominio: «Ora basta, denunceremo tutto»

PADOVA. Gattini appena nati uccisi senza pietà e filo spinato sul terrazzo per impedire che gli altri passino. Accade nei tetti degli appartamenti di via Belludi, all’altezza dei civici 56, 58 e 60, dove ormai da anni esiste una colonia di gatti randagi. Una presenza gradita a molti residenti ma divenuta l’ossessione per qualcun altro. Ebbene, l’altro giorno le carcasse di due gattini (di cui uno decapitato) sono state trovate in uno dei terrazzi, causando lo sconcerto tra gli abitanti dell’elegante palazzo.

«Ormai è diventata una simpatica presenza - raccontano alcuni residenti, che vogliono restare anonimi - nei tetti delle abitazioni tra piazza del Santo e l’Orto botanico da anni c’è questa colonia di gatti tutti neri. Sono poco meno di una decina e tutti noi provvediamo a nutrirli e a fare in modo che vivano nel modo migliore possibile. È tutto regolare, sono stati registrati all’Usl 16 e il loro stato di salute è stato certificato ma evidentemente c’è qualcuno a cui questa presenza non va giù».

Qualcuno infatti, lamentandosi ripetutamente per il terrazzo sporco, ha pensato bene di mettere il filo spinato, minacciando i vicini di casa che regolarmente danno da mangiare agli animali. C’è chi racconta anche di qualche scontro piuttosto acceso, con offese e improperi.

Due mesi fa sono nati i cuccioli e, evidentemente, la cosa non ha fatto che aumentare il festidio dell’intollerante vicino di casa. Alla luce dei fatti, i sospetti sull’uccisore dei due micini sono concentrati su una sola persona.

«È stato terrificante affacciarsi al terrazzo a vedere i corpi senza vita dei gattini - raccontano ancora i residenti, che hanno provveduto a fotografare la scena denunciando quanto accaduto al mattino - Vedere un animaletto così piccolo con la testa mozzata è uno spettacolo raccapricciante. A questo punto la nostra speranza è che il responsabile venga individuato e punito, come impone la legge».

Qualche telefonata di protesta, tra lunedì e martedì, è giunta anche al vicesindaco Ivo Rossi. «Lo conosciamo e l’abbiamo informato di ciò che è successo. Stiamo pensando di denunciare il fatto alle forze dell’ordine, bisogna mettere fine a questa situazione».

L’uccisione di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall'articolo 544-bis del Codice Penale: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi».

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