Ginevra Lamberti, il romanzo ai tempi del blog

Oggi la presentazione dell’opera prima di una trentenne alle prese con la precarietà della vita
Di Nicolò Menniti Ippolito

VITTORIO VENETO. Cresciuta alla scuola dei blog (il suo è inbassoadestra.net) Ginevra Lamberti passa al romanzo con “La questione più che altro” (p.201, 13 euro), edito da un editore piccolo ma di prestigio come Nottetempo.

Nelle pagine del libro scorre la sua vita di trentenne che fa la spola tra il paesino sopra Vittorio Veneto in cui abita con la madre e Venezia dove studia e poi lavora. «Partendo dal mio villaggio - scrive - a Venezia ci si arriva con un trenino a gasolio dotato di due carrozze e un rivestimento in lamiera che gli permette di raggiungere la temperatura media dell’inferno in qualsiasi stagione». È un piccolo esempio di un modo di raccontare che non disdegna l’umorismo e il paradosso, anche quando racconta vicende meno ordinarie e più drammatiche. Si ride delle biblioteche veneziane, dei dipartimenti di lingue orientali, delle strade di Vittorio Veneto coi rituali di abbordaggio che sotto una patina di modernità rimandano ai tempi passati. E poi delle cerimonie di laurea con lancio di croccantini e yogurt, di lavori temporanei e improbabili in supermercati e call center. La città: «A Venezia si trova l’acqua alta. L’acqua alta è quella cosa che ti permette di stabilire l’intensità di un sentimento positivo o negativo, in base a quello che sei disposto a fare con un paio di scarpe scamosciate per raggiungere o evitare un obiettivo dato».

Ginevra Lamberti racconta con leggerezza una precarietà esistenziale ben più radicale di quella lavorativa. Quel continuare a guardare i muri e le crepe con lo sguardo fisso è certo familiare, irriverente, divertito, ma trasmette anche un’angoscia che rimbalza in ogni singola scena. L’ipocondria, le crisi di panico, ma anche la malattia del padre sono raccontate sempre con un guizzo: con un piccolo spostamento laterale dello sguardo che strappa un sorriso, ma non nasconde il disagio.

“La questione più che altro” si compone in realtà di piccoli quadri, apparentemente slegati, con una protagonista che assomiglia o sembra assomigliare all’autrice: autofiction si dice oggi. A tratti sembra quasi un non romanzo, nel suo andare e venire tra il gatto, la famiglia, le esperienze presenti e passate, gli amici, la nonna, il lavoro che non c’è, il lavoro che c’è. Come se il legame con la modalità di scrittura del blog non fosse interrotto. Ma invece una struttura narrativa c’è e scivola quasi invisibile tra le pagine. Prima con piccoli segnali, poi con un lento mutarsi della narrazione in romanzo di formazione sia pur molto anomalo, perché quella che viene rifiutata è proprio l’idea di formazione, di un futuro previsto e prevedibile, di un progetto catalogabile.

Ginevra Lamberti presenta oggi (alle 17) il suo libro al Ridotto del Teatro Lorenzo Da Ponte di Vittorio Veneto. Il 3 ottobre sarà invece alla libreria Marco Polo di Venezia a partire dalle 20.

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