Giro di coca sul litorale Dieci mesi per spaccio all’albanese “padovano”

campodarsego

Un grande traffico di droga - cocaina dall’Olanda e marijuana in arrivo dall’Albania - ha alimentato tra il 2016 e il 2017 il mercato degli stupefacenti tra Venezia e Mestre, lungo il litorale della movida estiva nello jesolano, nel Trevigiano e in provincia di Padova. Decine e decine di chili di stupefacenti, mossi da un’organizzazione albanese, con residenza veneta, che ha visto molti dei protagonisti darsi alla fuga dopo i primi arresti. E ora sono latitanti. In ventiquattro erano stati individuati e rinviati a giudizio dalla Procura.

Per quanti tra loro hanno scelto il rito abbreviato - latitanti e complici che sono, invece, stati arrestati - sono arrivate ieri le condanne in primo grado con la concessione dello sconto di un terzo della pena, previsto dal rito in cambio di un processo più celere. Tra loro c’è anche un imputato residente a Campodarsego.

Il gup veneziano Gilberto Sigliano Messuti ha condannato a 12 anni 9 mesi e 10 giorni di reclusione il 33enne Bujar Sefa, casa a Noale, ma latitante: per lui è prevista anche una confisca di beni fino a 346 mila euro. Secondo l’accusa, era lui a dirigere ed organizzare il gruppo di trafficanti e spacciatori in Italia, in collaborazione con i fratelli, procurandosi la droga in Olanda e poi coordinando la consegna degli stupefacenti. Nove anni e 9 mesi per il fratello Islam Sefa, punto di riferimento del gruppo in Italia. Cinque anni e 4 mesi per Jetmir Sefa, ufficialmente con casa a Cortellazzo, ma svanito anche lui nel nulla, che aveva già patteggiato in passato una pena a 4 anni e 6 mesi per una partita di tre chili di cocaina, del valore di oltre 250 mila euro. Il suo compito era quello di occuparsi della distribuzione della droga ai pusher e raccogliere il danaro.

Quattro anni e 5 mesi la pena per il latitante Vait Sana, considerato braccio destro del “capo” Bujar Sefa. E, ancora, proseguendo nella lista delle condanne a latitanti chissà dove, 6 anni e 2 mesi e 20 mila euro di multa per Nikoll Murrizi, 35 anni, che abitava a Tessera. Pena minore - 10 mesi - per uno dei pusher del gruppo, anch’esso riparato in patria: Luigj Makai, ufficialmente residente a Campodarsego. Sono tutti difesi dall’avvocato Pasquale Fabio Crea.

In carcere si trovano invece Elton Baiku, residente ad Oderzo (5 anni e 7 mesi) e Denis Albrino, di Volpago del Montello ( 3 anni e 4 mesi) difesi dai legali Pempinelli, Cela, Pattarello. Secondo l’accusa, si occupavano della distribuzione al dettaglio ai pusher.—





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