Gli offre la moglie poi lo ricatta: a processo per estorsione

PETRARCA. Hanno prosciugato un anziano di Arquà con continue richieste di danaro per un totale di circa 100 mila euro. Soldi, regolarmente incassati per anni, che hanno ridotto in miseria la vittima pronta a pagare e tacere per vergogna, prima di sprofondare nella disperazione più profonda. A fine 2012 gli estorsori sono finiti in carcere: il padre Roberto Panin, 62 anni, e il figlio Alex Panin, 23, entrambi di Rovigo. Davanti al giudice monocratico di Padova, Nicoletta De Nardus, ieri ha reclamato la doppia condanna il pm Vartan Giacomelli: tre anni e mezzo per entrambi. Il 3 luglio parola alla parte civile (la vittima è costituita con l’avvocato Stefano Rosada) e alla difesa (l’avvocato Pierluigi Rando), poi la sentenza.
La vicenda finisce nel novembre 2012 quando Alex Panin viene arrestato dalla guardia di finanza; alcuni giorni più tardi il papà è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare che dispone gli arresti domiciliari. L’inchiesta scatta in seguito alla denuncia dell’anziano pensionato, che si convince a raccontare il suo dramma su insistenza di una nipote e del parroco del paese. Intorno al 2006 Roberto Panin aveva cominciato a chiedere all’uomo dei soldi in prestito. Soldi di cui – ha raccontato l’anziano - l’“amico” aveva necessità per curarsi. Colpito al cuore, il pensionato non lesina il suo aiuto sborsando fino a 100 euro alla settimana. Ma poco alla volta la situazione cambia, drasticamente quando Panin-figlio presenta la giovane moglie al pensionato di Arquà. Che apprezza quella nuova conoscenza. E la approfondisce dal 2006 fino al 2008. Il ragazzo, infatti, accompagna spesso la consorte a casa dell’anziano che “consuma” un rapporto con la donna, mentre il marito attende diligentemente che l’incontro a luci rosse sia concluso. Quelle sedute hot vanno avanti per un triennio, ovviamente a pagamento. Tuttavia quando gli incontri sessuali finiscono, diventano sempre più pesanti le richieste di danaro formulate da papà Roberto che avverte: «Se non paghi, vengo su e faccio casino...», mentre Alex è l’esattore, almeno secondo quanto risulta dal capo d’imputazione. Non smette di pagare l’anziano che è single ma teme di finire sulla bocca di tutti per quella relazione. Ed esaurisce i propri risparmi, tanto da essere costretto a chiedere aiuto economico ai parenti che vengono così a sapere della sua situazione. Il pensionato si ritrova con l’acqua alla gola, ha una crisi di pianto e alla fine non gli resta che firmare la denuncia.
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