Goliardata in corriera l’autista fa scendere tutti e chiama i carabinieri

VIGONZA
Autista ferma il bus e fa scendere tutti per scovare chi continuava a prenotare la discesa restando a bordo. È successo il putiferio ieri alle 13.30 su un mezzo Busitalia della tratta Padova-Treviso. Arrivato in via Padova a Busa, l’autista ha fatto salire alcune persone, fra cui Giuseppe Cazzin e la figlia. Dopo un paio di metri si è fermato nuovamente sbraitando: «Voglio sapere chi suona e perché non è sceso nessuno». Detto questo ha aperto le porte e fatto scendere i passeggeri dicendo che non sarebbe ripartito e che era in linea con i suoi responsabili. «Eravamo una sessantina, siamo rimasti allibiti» racconta Cazzin che, abitando a Villanova, era salito a Busa per scendere a Caselle. «Molti hanno cominciato a protestare perché facevano tardi e ci chiedevamo se saremmo partiti o ci avrebbe lasciato lì».
Dopo un quarto d’ora, tempo in cui probabilmente l’autista si rapportava con i superiori, la situazione si è sbloccata. «Adesso risalite pure che partiamo, mi fermo più avanti» avrebbe detto l’autista. Il bus è così arrivato a Vigonza, dove ad attenderlo c’era una pattuglia dei carabinieri. «Uno di loro è salito e ha chiesto i documenti all’autista, che ha ribattuto: Non li chiedete ai signori? No a lei, ha risposto il carabiniere. Che prima di andarsene ci ha avvertito: “Per piacere segnalate quando dovete scendere, non suonate per niente”. Poi io e mia figlia siamo scesi a Caselle» conclude Cazzin. «Sembra che di episodi strani ne accadano spesso su quella linea». «C’erano molti turisti diretti all’aeroporto di Treviso; una giovane ci ha deto: “Mi ricorderò per sempre l’Italia per questo”», conclude la figlia di Cazzin. —
Giusy Andreoli
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








