Riqualificazione a Piazzale Cuoco: completata l’installazione artistica firmata da studenti, cittadini e street artist
Il progetto ha coinvolto direttamente gli studenti del Liceo Artistico "P. Selvatico" e dell'I.I.S. "G. Valle". Alessandro Sanco, presidente della Consulta 4B: «È stato un concreto esempio di partecipazione»

Si sono conclusi con successo i lavori di trasformazione dello spazio pubblico in piazzale Cuoco, nel quartiere Guizza. L’intervento di agopuntura urbana su 1.500 mq di pavimentazione, nato dal progetto “Impariamo a Sognare”, promosso dall’Agenzia per la Coesione Territoriale con capofila la cooperativa sociale COSEP e partner enti del terzo settore del territorio e il Comune di Padova, è giunto al suo compimento, restituendo al quartiere una vera e propria piazza comunitaria, inclusiva e vissuta.
L'iniziativa si inserisce nel prestigioso quadro nazionale dell’8ª edizione di “Abitare il Paese – La cultura della domanda”, progetto promosso dal Cnappc, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, in stretta collaborazione con l'OAPPC di Padova.
Un percorso di co-progettazione partecipata che ha visto lavorare in sinergia la Cooperativa COSEP, le scuole, la Consulta di Quartiere 4B Guizza e la cittadinanza. Il progetto ha coinvolto direttamente gli studenti del Liceo Artistico "P. Selvatico" e dell'I.I.S. "G. Valle", guidati e coordinati dagli architetti e docenti referenti Andrea Sarno e Roberta Barbone.
L’opera rappresenta il culmine di un processo articolato in tre fasi: un’attenta analisi architettonica e sociale, condotta dagli studenti attraverso interviste e videoreportage anche durante i giorni del mercato rionale, la co-progettazione degli arredi flessibili con la Consulta di Quartiere e, infine, l’atto della cura.
La realizzazione della monumentale opera pavimentale site-specific è stata eseguita a più mani dagli studenti e dai cittadini insieme ai noti street artist Joys, Boogie, Trace e Alessio B.
Al percorso ha preso parte attivamente anche la Consulta di Quartiere 4B, che ha accompagnato il progetto dall'ascolto del territorio fino alla sua realizzazione.
«Come Consulta 4B abbiamo accolto con grande entusiasmo il progetto "Impariamo a sognare", perché rappresenta un bellissimo anche se parziale esempio di partecipazione», dichiara Alessandro Sanco, presidente della Consulta 4B. «I ragazzi dell'Istituto Valle hanno voluto ascoltare il territorio, confrontandosi con i cittadini durante le giornate di mercato e raccogliendo idee e suggerimenti. Da questo lavoro è nata una proposta che ripensa piazzale Cuoco non solo come luogo di mercato, ma anche come spazio di incontro, con aree dove fermarsi, stare insieme e vivere il quartiere. Come Consulta abbiamo seguito il percorso, collaborando con l'amministrazione e sostenendo il progetto fino alla sua realizzazione. Un ringraziamento speciale va agli artisti e a tutti i ragazzi che, con grande impegno e passione, hanno trasformato questa idea in realtà. Siamo convinti che il risultato di colore valorizzi la piazza e ci auguriamo che esperienze come questa possano essere replicate anche in altri luoghi della consulta».
«Colorare le piazze è il modo migliore per ridare centralità ai quartieri, e ben si inquadra nell’obiettivo di migliorare i luoghi di vita delle persone» - sottolinea l’assessore Luigi Alessandro Bisato.
«Lo si ottiene con le grandi opere pubbliche ma anche con le manutenzioni giornaliere, la sistemazione dell’arredo urbano, dell’illuminazione pubblica. E perché no: con un’installazione artistica o un’opera di land mark».
L'opera, intitolata "2 LIVE 4 THE PEOPLE" - Vivere per le persone -, trasforma il piazzale in una tela a cielo aperto e ne racchiude il significato profondo. Nel suo richiamo storico rende omaggio al pensiero di Vincenzo Cuoco, secondo cui ogni comunità autentica nasce dal basso e dalla vita quotidiana delle persone.
Le lettere cubitali si intrecciano e si sostengono, proprio come le relazioni umane nel quartiere, e l'opera si svela camminandoci sopra, rendendo chi la attraversa parte integrante del disegno. Le linee fluide, infine, omaggiano i corsi d'acqua di Padova, simbolo di flusso, incontro e unione tra culture e storie diverse. Come sintetizza la stessa opera, “la città esiste davvero solo quando è vissuta.”
«Siamo di fronte a un esempio virtuoso di co-progettazione che unisce architettura e pedagogia» - spiega Andrea Sarno, architetto, referente di Cosep per il progetto e Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Padova.
«Vedere studenti, artisti e volontari lavorare insieme a Piazzale Cuoco non è stato solo un atto estetico, ma un'azione concreta che ha reso la scuola comunità attiva sul territorio. Tutto il percorso sin qui svolto si inquadra pienamente come intervento di urbanismo tattico, una modalità di progettazione urbanistica “dal basso”, per realizzare, con modalità reversibili in un contesto territoriale complesso, un progetto che ha l’obiettivo di contribuire alla rigenerazione di un’area. L’intervento di Boogie si configura a tutti gli effetti come un elemento di landmark territoriale, un punto di riferimento per la comunità del quartiere. Adesso siamo ben oltre alla metà dell’intervento progettato con i ragazzi: completarlo con la realizzazione degli arredi e delle schermature solari che hanno disegnato è il prossimo passo, che auspichiamo possa seguire a breve. Siamo orgogliosi di poter raccontare questo progetto a Roma il prossimo novembre, in occasione dell'evento conclusivo di "Abitare il Paese", un progetto a carattere nazionale del Consiglio Nazionale degli Architetti, che raccoglie i progetti e gli interventi che nascono da un percorso con le scuole, come modello di trasformazione urbana nata dal basso».
«Ho fortemente voluto che questo progetto portasse il colore a Piazzale Cuoco e che vedesse la partecipazione attiva dei grandi nomi della street art insieme ai nostri studenti», spiega Roberta Barbone, architetta, referente e coordinatrice dell'intervento artistico.
«Tracciare e colorare quella pavimentazione non è stato solo un esercizio artistico, ma un modo per insegnare ai ragazzi a leggere l'architettura attraverso lo sguardo dell'arte urbana. Portare sulla piazza artisti come Joys, Boogie, Trace e Alessio B a lavorare fianco a fianco con gli studenti ha trasformato il cantiere in una scuola a cielo aperto, dimostrando che il colore ha il potere di riappropriarsi dei luoghi e restituire un'identità forte e condivisa all'intera comunità».
Con il completamento dell'opera, piazzale Cuoco si presenta oggi come una tela a cielo aperto e un luogo vivo di commercio di prossimità: un intervento di urbanismo tattico dove l'arte è diventata lo strumento per restituire identità allo spazio e rendere la comunità protagonista della cura del proprio quartiere.
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