«Ha tentato di infangare la sua memoria»

La famiglia della ragazza in questi giorni ha parlato più volte in tivù , il sostegno di molte associazioni

CINTO EUGANEO. «La sentenza di oggi dà dignità alla memoria di Luana, che dopo essere stata uccisa è stata anche oggetto di un tentativo di infangamento con l’assurda invenzione del gioco erotico». Commenta così la sentenza della Cassazione la famiglia di Luana Bussolotto. Mamma Graziosa, papà Angelo, il fratello Damiano e la sorella Tania: oltre a perdere un familiare, i quattro hanno dovuto subire un iter processuale con una condotta difensiva che ha rasentato gli eccessi dell’umiliazione. «Non possiamo che ringraziare quanti ci sono stati vicini, in particolare l’avvocato Fabio Pinelli e il responsabile delle investigazioni a cui ci siamo affidati, Emanuele Balbo».

A sostenere la famiglia Bussolotto ieri, a Roma, sono arrivati anche i rappresentanti di numerose associazioni femministe e di gruppi che si battono contro il rischio di femminicidi in Italia. Con loro, peraltro, il mese prossimo saranno organizzate delle iniziative dedicate a Luana.

La vicenda della ventisettenne è salita in questi ultimi giorni anche alla ribalta del piccolo schermo. Lunedì la famiglia è stata ospite della trasmissione di Canale Cinque, “Mattino Cinque”, mentre martedì pomeriggio Tania e Damiano avevano parlato ai microfoni de “La Vita in Diretta” di Rai Uno. «Quando guardo una foto di Luana non riesco a non emozionarmi» ha confessato Tania «Purtroppo questo processo ha rischiato di umiliare la memoria di mia sorella. Luca aveva confessato, poi ci ha presi in giro con quelle bugie. Non capisco ancora, poi, come si possa concedere il rito abbreviato per reati del genere: doveva scontare 30 anni? E 30 dovevano essere!».

Forte la delusione anche nelle parole di Damiano: «La famiglia Bedore non si è mai fatta viva. Bastava anche una parola scritta, almeno per i miei genitori». (n.c.)

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