Hip hop in Union Square: fotografa padovana racconta New York

Francesca Magnani, fotografa padovana che vive e lavora a New York, sta realizzando un lavoro sui ballerini di hip hop di Union Square. Eccone un’anticipazione

PADOVA. Storie e immagini dei dancers di Union Square a New York. È l’ultimo lavoro della fotografa padovana Francesca Magnani, che sta progettando un libro di storie e immagini dei ragazzi che animano la piazza nella “Grande Mela”.

Ne anticipiamo alcuni spunti e diverse immagini in questa galleria fotografica.

Nelle calde sere dell’ottobre newyorkese Union Square si riempie di movimento. Non solo i commuter cambiano treno, e i foodies passano dal Farmers’ Market a comprare le prime zucche della stagione: giovani dancer afroamericani convergono sugli scalini di fronte a Whole Foods arrivando all’incrocio di 14th Street e Broadway da Harlem, South-Bronx e Brooklyn per una sola ragione: ballare insieme sulle grigie mattonelle esagonali, all’ombra del W Hotel, in una piazza che - da sempre sede di manifestazioni politiche e sociali - si trasforma per l’occasione in un variopinto anfiteatro hip hop, il più cool, urban e edgy della città.

Le performance avvengono in vari modi: se si accettano soldi da passanti/spettatori si fa "hitting", quando si pratica in cerchio è un "cypher". Poi ci sono le "battle" in cui ci si sfida a colpi di breaking, locking, popping, waaking, flexing, hustling, krumping. L’hip-hop nasce nel Bronx all’inizio degli anni ’70 come modo per i giovani maschi neri residenti in zone povere e disagiate di incanalare energia - e bellezza. Ancora adesso i dancer sono in prevalenza uomini, con qualche ragazza.

Nel week-end ci sono show veri e propri, come quello di Tylon “the one” Moore, che culmina in un salto di 11 persone (http://instagram.com/tylonthe1) al ritmo della batteria di Ray A. King o di Ethan Kogan, o quello del veterano John “Float Master” Rich, che coordina gli spettacoli underground.

I protagonisti sono molti e dalle vite variegate, a volte con un passato difficile e estremo, ognuno con una voce distinta e una forte personalità che ballando esprime: Marcus “Phoolish” Thompson, Shango Nijah Rah, e la formidabile Boogiee Boogz Yak - formano i R.O.C. che si possono ingaggiare per compleanni e barmitzvah (http://www.concreteraiders.com/); Quadir “Anointed” Ali, e Adonis Crash Boom si esibiscono qui e a Las Vegas; Xeo “Nightmare” Staton, Jeffrey “Chill” Bigelow e Nelson Nolan Jacobs, ventenni, ballando vestono capi da loro stessi disegnati (http://falseclaimco.bigcartel.com/ e www.dimestopclothing.com), David “Bboy Vybe” insegna yoga e mixa movimento e asana, Che “Soul” Addison ha insegnato per tre anni in Giappone, Jerry Sole Junky a Philadelphia, Keenen Thomas dà lezione nell’East Village (www.expg-ny.com), e Dameion "Rythmchild" Williams a Brooklyn (e inoltre è designer di occhiali Cazaal).

Altri fondono lo stile street con esperienze più alte, come Richard James e Johnny Waaks, habitué di So you think you can dance, Victor Perez che balla per Good Morning America, e Kamaal “Bboy Swag” Davis prescelto da un gruppo di danza tradizionale irlandese per creare un mix unico che gira il mondo in tour, dalle strade di Dublino alle scuole del Midwest, dal cemento di Union Square alla ribalta di America’s Got Talent (www.hammerstep.com).

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