I bambini mettono le mani sulla città e la reinventano

Realtà e fantasia si fondono in un’esposizione che diventa un’esperienza multisensoriale grazie all’allestimento dello scenografo Antonio Panzuto che ha lavorato sui progetti di 128 “piccoli architetti”
PIEROBON - INAUGURAZIONE MOSTRA MUSEO DIOCESANO
PIEROBON - INAUGURAZIONE MOSTRA MUSEO DIOCESANO

PADOVA. Ùn cartellone pubblicitario della Pepsi si stanca di fare il suo lavoro e nottetempo inizia a spargere intorno a sé sogni. Una vecchia porta racconta tante storie, narrazioni fatte di carta e di voce. Jeans, magliette e pattini a rotelle sono cittadini senza nome, diversi e proprio per questo felici.

Siamo nella Città Sottile, dove realtà e fantasia si fondono come solo i bambini sanno fare. Il loro tratto si vede in ogni angolo di questa metropoli dell'immaginazione allestita nelle sale del Museo Diocesano di Padova. Le tracce di matita si rincorrono lungo tutte le pareti dell'esposizione ma chi si aspetta disegni elementari, fiorellini e casette si dovrà ricredere.

L'idea di città che hanno in mente i più piccoli prende forma attraverso le visionarie creazioni dell'architetto e scenografo Antonio Panzuto, che ha raccolto intorno a sé una squadra capace di dare una forma quasi teatrale alle utopie (talvolta molto reali) dei piccoli cittadini di Padova. Un progetto iniziato nelle scuole grazie a laboratori che hanno chiesto a 128 studenti delle scuole Randi, Arcobaleno, Ricci Curbastro e Giovanni XXIII quale fosse la loro idea di città.

La mostra è stata inaugurata venerdì mattina e sarà aperta fino al 2 giugno. Una vera e propria esperienza multisensoriale che non si limita ad essere ammirata ma va vissuta, proprio come quando un turista cerca di cogliere il senso più profondo di una città, di conoscerne gli angoli più nascosti e, perché no, anche i lati meno affascinanti.

E proprio come in un viaggio, avere una guida aiuta molto. Se poi questa guida è l'attore Paolo Tizianel, che grazie che in uno schiocco di dita dà suono e luce alla città (miracoli di un tablet), la visita ad una mostra si trasforma in una vera e propria esperienza capace di meravigliare i bambini e forse anche di più gli adulti. Persino chi ormai vanta numerosi nipoti rimane a bocca aperta di fronte a realtà capovolte e piccole perle di poesia, come quella di Silvia che racconta: «sono felice di volare in questo cielo ma come ci sono arrivata non ve lo svelo».

Il percorso espositivo inizia con una visita alla Città delle Porte. In pochi metri quadrati sono concentrate miriadi di vite disegnate su carta; per ogni numero civico una storia da raccontare, compresa quella dell'inquilino che non c'è più, si è già trasferito altrove. Tra cigolii, fruscii e mormorii sembra proprio di essere di camminare per strada, anzi, sarebbe bello che il rumore delle metropoli fosse musicale come i suoni creati da Francesco Fabiano. Dalla Città delle Porte ci si sposta poi verso la Città Maiale. Molto più concreta che immaginaria, questa metropoli è cresciuta inglobando ogni agglomerato incontrato sul suo cammino, dalla Città Filo alla Città Ponte. È adagiata-disegnata su un immenso spazio bianco, a lei si contrappone la leggerezza di una Città di Cristallo nata a pochi metri di distanza. Ai visitatori viene poi chiesto di stravolgere la loro prospettiva per guardare la Città Capovolta, una tela che fa da soffitto e che sembra osservare a sua volta chi le passa sotto. E si arriva infine ad una Città Senza Un Nome, dove sagome vestite di tutto punto, ma senza volto, si rincorrono sulle pareti.

Il progetto è frutto di una mente collettiva dove l'integrazione è già realtà. Andrea Nante, direttore dei Musei Diocesani, racconta come sia stato affascinante sviluppare su tre dimensioni una città sottile fatta da 1700 disegni, 150 vetri e bottiglie, due valige e 50 vestiti. E chissà che tra i piccoli visitatori non ci sia il futuro amministratore di Padova, come spera il vicesindaco Ivo Rossi, invitato a cavalcare una bici disegnata col gessetto.

La Città Sottile è aperta su prenotazione a scuole, famiglie e visitatori al Museo Diocesano di piazza Duomo dal giovedì al sabato con orario 14-18 e la domenica dalle 10 alle 18. Per le scuole è possibile prenotare l'esperienza anche le mattine. I singoli visitatori possono iscriversi alle performance guidate che saranno fissate di settimana in settimana dal Museo (per informazioni www.museodiocesanopadova.it) mentre i gruppi possono prenotare la visita guidata e laboratori didattici.

Il biglietto comprende anche la visita al Museo Diocesano e la mostra “Rimanere, ritornare” con un costo che varia dai 4 euro ai 7 euro con pacchetti dedicati alle famiglie. Per informazioni +39 049 8761924, info@museodiocesanopadova.it. Domenica ci sarà una performance alle 15 e una alle 16.30.

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