I forconi bloccano il traffico ma non vanno a casa Zanonato

Corteo di 300 persone provenienti da tutto il Veneto e anche da Mantova. Sono diretti verso l’abitazione del ministro

PADOVA. Trecento persone, in rappresentanza di una ventina di presìdi da tutto il Veneto e anche da Mantova, con slogan contro il ministro Flavio Zanonato: è scattata la contestazione dei forconi verso l’ex sindaco di Padova. Davanti al corteo uno striscione “Grazie a Flavio Zanonato il made in Cina a (scritto proprio così, senz'acca, ndr) trionfato” sorretto da cinque manifestanti travestiti da mandarini cinesi. Il raduno alle 15,20 a piazzale Boschetti.

Ci sono i presìdi di Cittadella (guidato da Stefano Ceretta e Lucio Chiavegato), Mantova, Soave, Thiene, Ponte di Barbarano, Resana, Crocetta del Montello. Altri striscioni: “Artisti anche nella protesta”, “Piove, governo ladro”, “Zanonato facci un favore lascia il tuo mandato”, “Da settima potenza economica a un carretto di merda di maiale”, “Figlio di operai, adesso li derubi”. Slogan gridati: “Zanonato hai distrutto Padova adesso distruggi l’Italia”, “Hai riempito la città di marocchini”. Si vedono le bandiere della Life (Liberi imprenditori federalisti) e della Serenissima ed alpini che indossano la maglietta “Asiago 2006 c’ero anche io”.

Dopo i comizi di Giorgio Bissoli e Patriza Badii alle 15,45 il corteo ha preso le mosse da piazzale Boschetti verso la stazione. Pesanti rallentamenti al traffico delle auto e delle linee 6 e 24 degli autobus in zona stazione.

Bloccate attorno alle 16,30 e per venti minuti tutte le corriere in partenza dall'autostazione.

Ma il corteo dei forconi è rimasto al largo dall'abitazione di Zanonato, bloccato da un forte dispiegamento di forze dell'ordine. I manifestanti hanno dovuto fermarsi in Corso del Popolo, all'altezza del ponte sul Piovego, a duecento metri da casa Zanonato.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova