I Mion, una famiglia della Padova che conta

Un impero costruito da papà Alcide lavorando nel tessile, la mamma è morta nel 2008

PADOVA. Una famiglia della “Padova che conta”, che ha costruito un impero imponendosi nel settore tessile. Alcide Mion, classe 1915, morto a metà anni Novanta, è stato uno degli imprenditori più facoltosi della città del Santo.

Dal suo matrimonio con Renata Forti, di origine milanese, sono nati due figli, Sergio e Susetta, conosciuta da tutti come Susi. Attratta sin da giovanissima dalla vita mondana, finché ha vissuto a Padova non ha mai perso un evento importante, una serata, un happening. Papà Alcide, oltre che un grande imprenditore che ha fatto la sua fortuna producendo in particolare etichette per abiti, era appassionato di ippica. Negli anni Ottanta ha avviato due allevamenti di cavalli da corsa, Ami e la scuderia Milor.

La rampolla della famiglia Mion, Susi, aveva sposato un avvocato padovano, da cui è da tempo separata. A fine anni Novanta, dopo la morte del padre, avvenuta il 26 gennaio 1996, la mamma di Susi, Renata Forti, aveva deciso di tornare a Milano, sua città d’origine. Ed è proprio in quella città che Susi avrebbe depredato la madre, rubandole gioielli e oggetti preziosi di ogni genere per milioni di euro. Susetta, dopo la fine del suo matrimonio, aveva deciso infatti di trasferirsi in Lombardia.

Da lì il patrimonio della madre sarebbe stato imbarcato in un transatlantico con destinazione New York, provocando una durissima reazione dei nipoti. Una di loro, Micol Mion Gordon, avvocato di Boston, ha avviato una battaglia legale per riportare il patrimonio della nonna, morta nel 2008 e sepolta nel cimitero Maggiore, alla famiglia Mion.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova