I Pearl Jam riaprono la città alla musica

Giordani: «Ora ci misuriamo con Roma, Londra e Berlino» 
Padova torna ad essere la capitale della musica internazionale per una notte. Dopo aver accolto in passato star del calibro di Roger Waters e Bruce Springsteen, il 24 giugno lo stadio Euganeo farà da palcoscenico al ritorno in Italia dei leggendari Pearl Jam. La storica “grungeband” di Eddie Vedder si esibirà prima nell’area Expo di Milano (22 giugno), poi a Padova e due giorni dopo all’Olimpico di Roma, dove chiuderà le uniche tre tappe italiane.


Merito di ZedLive, capace già di portare tra il 2003 e il 2004 gruppi del calibro dei Rem e dei Metallica, ma anche di un patto che punta al rilancio della città attraverso gli eventi culturali siglato (con una stretta di mano) con l’amministrazione Giordani che metterà a disposizione lo stadio. «Aggiudicarci, contro la concorrenza spietata di altre grandi città italiane, la data di una delle più importanti e amate band del mondo è già una grossa soddisfazione – ha dichiarato proprio il sindaco Sergio Giordani dopo l’ufficialità della notizia – ma vedere Padova competere e affiancare le capitali europee come Londra, Berlino, Madrid e Amsterdam è un orgoglio indescrivibile. Zed live ha avuto coraggio di rischiare, e noi dobbiamo saper essere vicini coi fatti alle esperienze pubbliche o private che creano valore per la città. Padova deve diventare la capitale della musica, il mio sogno è di non essere secondi a nessuno. Roma e Milano compresi».


Giordani considera quindi il grande appuntamento con i Pearl Jam della prossima estate solo il primo di una lunga serie: «Assolutamente. Infatti non è finita qui, e abbiamo ancora voglia di stupire il Nordest e tutta Italia con nuove potenti sorprese. Lo avevo detto, voglio una Padova sempre più grande, bella e attrattiva. E finalmente da oggi cominciamo ad accendere la luce dell’emozione su un’estate di eventi che sarà indimenticabile. Dobbiamo ricordarci sempre che portare Padova nel mondo si fa prima di tutto portando il mondo a Padova».


E il «mondo a Padova» significa anche grandi entrate e ricadute economiche sulla città. Prendendo come modello un recente studio condotto dall’Università di Torino, sul ritorno ottenuto dalla città della Mole dopo un concerto di un’altra band di livello internazionale come i Coldplay, si scopre che tra ricadute dirette (vendita biglietti, alberghi, trasporti, commercio) e indirette (la spesa che, a loro volta, sono messi in condizione di poter fare tutti coloro che lavorano nel settore che beneficiano della ricaduta diretta) nel circuito cittadino girano tra i 9 e gli 11 milioni di euro per una sola serata.


«Musica, arte e cultura sono l’oro di Padova, e fare fruttare questo tesoro per tutti è il compito di chi governa la città – ha proseguito Giordani –. La musica è un potentissimo vettore per promuovere la nostra città nel mondo, perché oltre alla qualità ci sono le emozioni. L’estate del 2018 sarà quindi solo l’inizio del percorso che vuole far riscoprire e imporre la nostra città nel contesto internazionale».


E visti i presupposti, anche le associazioni di categoria iniziano a sfregarsi le mani in vista dell’approdo di Eddie Vedder, Jack Irons, Mike McCready e gli altri componenti della band nella città del Santo: «Complimenti a Zed, perché solo Milano e Roma avranno una possibilità come quella che viene offerta alla nostra città – ha evidenziato il presidente di Ascom, Patrizio Bertin –. Eventi di questo tipo sono ciò di cui ha bisogno la città, perché la collocano nei circuiti internazionali e portano a Padova migliaia di persone che andranno ad occupare le camere delle strutture ricettive, consumeranno nei bar, pranzeranno nei ristoranti e nelle pizzerie. Zed è assolutamente un valore aggiunto, ma noi speriamo comunque di essere coinvolti, essendo in grado di garantire una serie di servizi turistici che potrebbero implementare le presenze».


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