I tre bombaroli restano in carcere
SAN MARTINO DI LUPARI. Avevano fatto esplodere un bancomat nella filiale del Credito cooperativo di Pisignano (Ravenna) e poi erano scappati sul filo dei 260 chilometri orari, inseguiti in autostrada da carabinieri e poliziotti anche con l’ausilio di un elicottero. Era la notte del 16 marzo scorso. Una scena da film con i banditi incastrati al casello di Padova sud, grazie all’azione di una pattuglia della polstrada di Rovigo. Banditi che avevano anche tentato la fuga a piedi, prima dell’arresto. Un arresto che avevano impugnato davanti al tribunale del Riesame di Venezia. Ma i giudici del Riesame hanno rispedito al mittente la richiesta e così restano in carcere Daniel Rizzetto, 33 anni di San Martino di Lupari in via Leonardo 19; Goran Malacarne, 27, residente a Cismon del Grappa in piazza I° Maggio e il fratello Erik Malacarne, 30 anni, di Santa Lucia di Piave (Treviso) in via Lovadina 4.
Le accuse sono di concorso in rapina aggravata dall’uso di materiale esplodente, furto (del telepass utilizzato e sottratto a una macchina in sosta ad Albignasego la notte precedente all’assalto) e lesioni personali provocate a due agenti. Tutti e tre hanno precedenti di polizia, non hanno un posto di lavoro anche se - come risulta dalle perquisizioni effettuate nell’abitazione di Rizzetto e nei loro portafogli - hanno disponibilità di migliaia di euro in contanti. Ecco che, secondo i giudici, ricorrono le esigenze cautelari già ravvisate dal gip padovano Domenica Gambardella che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Cristina Genesin
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