Il Bo agli antichi splendori. In sette specialità schiaccia Roma e Milano

PADOVA - Padova vince le Olimpiadi della Ricerca. È prima in sette “specialità” su quattordici, un successo che pone il Bo ai vertici della classifica stilata dall'Anvur, l'agenzia nazionale di valutazione del sistema dell'Università e della Ricerca. L'ateneo presieduto dal rettore Giuseppe Zaccaria non ha rivali in Scienze fisiche, Scienze della Terra, Scienze Biologiche, Scienze mediche, Scienze agrarie e veterinarie, Ingegneria industriale e dell'Informazione, Scienze economiche e statistiche. Il Bo si prende la sua rivincita su colossi universitari come Roma, Milano, Napoli, ma anche Bologna. È proprio con l'Alma mater infatti che ogni anno l'Università di Padova si contende il primato di miglior mega-ateneo, secondo la classifica Censis. Ma l'Anvur ha decretato per il Bo un altro successo assoluto: il dipartimento di Istologia, Microbiologia e Biotecnologie Mediche dell’Università di Padova (Dimbm) è risultato il primo in Italia per qualità della ricerca, sia in ambito biologico (ricerca di base) che in ambito medico (ricerca applicata alla salute dell’uomo). Qualità della ricerca che si traduce in didattica di altissimo livello.
L'asso piglia-tutto. Cosa ha permesso a Padova di guadagnare il primo posto nella classifica stilata dall'Anvur? Il Bo nell'ultimo decennio non ha avuto timore di investire sui giovani ricercatori. Ne ha assunti cinquecento e li ha sostenuti non solo con i finanziamenti giunti da Roma (sempre più scarsi), ma ha pescato pure dal proprio bilancio. L'agenzia nazionale di valutazione del sistema dell'Università e della Ricerca ha premiato l'incremento vertiginoso della produttività scientifica del Bo, testimoniato dall'aumento del numero delle pubblicazioni scientifiche targate Padova. Né Roma, né Napoli figurano ai primi posti. E la spiegazione che serpeggia tra gli addetti ai lavori per questa strana assenza non è molto lusinghiera: questi mega-atenei pare paghino il prezzo di avere un numero troppo elevato di ricercatori considerati inattivi. In altre parole il rapporto tra le ricerche pubblicate e l'esercito di chi ci lavora è troppo misero per guadagnare punti.
Le aree di ricerca. L'Anvur ha “sezionato” la ricerca svolta dalle Università italiane in quattordici aree e poi ha suddiviso le strutture in grande, medie e piccole a seconda di parametri predefiniti. Non vengono prese in esame le ex singole facoltà, differenti da ateneo ad ateneo. Il risultato non è un voto secco, ma un numero che dà il valore rispetto alla media di area. Padova è al top nel 50 per cento dei settori oggetto della valutazione.
Le medaglie d’oro. Padova non ha rivali in Scienze Fisiche, dove si piazza al primo posto, seguita dall’Università di Torino e Roma La Sapienza. Medaglia d’oro al Bo anche nel settore Scienze della Terra, in cui batte colossi come l’ateneo di Pisa e di Firenze. Ma l’Università di Padova è prima anche in Scienze Biologiche (davanti a Parma e Torino) e in Scienze mediche. I camici bianchi dell’ateneo guadagnano un doppio risultato: primi nella classifica generale (seguono Torino e Bologna) e medaglia d’oro nella sezione dei singoli dipartimenti: la Microbiologia e Istologia di Giorgio Palù secondo l’Anvur non ha rivali in materia di ricerca. Padova è davanti al Politecnico di Milano e Bologna anche sul fronte dell’Ingegneria industriale e dell’Informazione. Primo posto anche per Scienze economiche e statistiche, davanti alla Bocconi e all’Alma mater di Bologna.
I piazzamenti. Sette primi posti, cui però seguono altri ottimi piazzamenti: Padova è seconda nel settore delle Scienze chimiche, così come nell’area delle Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche. Medaglia di bronzo invece per Scienze giuridiche. Scienze dell’antichità filologico-letterarie e storico-artistiche si piazza al quarto posto, al quinto invece è Scienze matematiche e informatiche. Sesto posto invece per Scienze politiche e sociali.
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