Il circo Togni batte Bitonci e gli animali tornano in pista

PADOVA. Circo Togni batte Massimo Bitonci al Tar, e ora delfini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami e giraffe potranno esibirsi a Padova.
Il tribunale amministrativo ha dato ragione ai circensi di Ennio Togni, che dopo aver ricevuto il «no» dal Comune a produrre il loro spettacolo nell'area dell'ex macello (per via della presenza di animali esotici, vietati dal nuovo regolamento comunale), avevano deciso di rivolgersi ai giudici di Venezia, accusando l'amministrazione di «violazione della legge e abuso di potere».
Amministrazione che aveva autorizzato l'occupazione del suolo in corso Australia, ma a condizione che non venissero utilizzati animali esotici durante gli spettacoli, come recita il provvedimento approvato a marzo dalla giunta, voluto soprattutto dagli assessori Maurizio Saia e Matteo Cavatton. «Non esiste una norma legislativa che attribuisca al Comune il potere di fissare in via preventiva e generalizzata il divieto assoluto di uso degli animali in spettacoli» si legge sulla sentenza firmata dal presidente della Terza Sezione, Oria Settesoldi «ed anzi, un simile intervento si pone in palese contrasto con la legge (n. 337 del 1968, ndr) che tutela il circo nella sua dimensione tradizionale, implicante anche l'impiego degli stessi, di funzione sociale».
Sentenza che poi continua parlando di «palese illegittimità dell'ordinanza sindacale», e che evidenzia come le amministrazioni comunali non abbiano alcun potere in merito, ordinando l'annullamento dei regolamenti vigenti: «Non sussistendo alcuna norma di rango primario che conferisca ai Comuni il potere di proibire l'utilizzo di animali esotici negli spettacoli circensi, ne deriva l'illegittima dei provvedimenti impugnati che, pertanto, devono essere annullati». Le nuove norme decise dalla giunta Bitonci, e che sono state contestate da Ennio Togni, vietavano gli attendamenti nel territorio comunale padovano dei circhi che avevano al seguito primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci diurni e notturni.
Stesso divieto di attendamento era previsto anche chi avesse coccodrilli, alligatori, iguane o altri sauri di grandi dimensioni.
Per quanto riguarda invece bisonti, bufali e altri bovidi e struzzi, erano previste dimensioni specifiche per le strutture interne ed esterne.
«E' in linea con le convenzioni Unesco sul diritto per gli animali e con quelle dettate dalla commissione del ministero dell'Ambiente» aveva detto, il giorno della presentazione del ricorso, l'assessore all'avvocatura civica, Matteo Cavatton. Non è bastato.
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