Il covo dei predoni era all’Arcella

Scoperti due insospettabili dipendenti di un’impresa edile: nella loro casa refurtiva e attrezzi per i furti
Di Enrico Ferro

ARCELLA. Lavoravano come dipendenti in un’impresa edile ma “arrotondavano” lo stipendio mensile con altre attività. Quali fossero queste attività l’hanno scoperto i poliziotti della Squadra mobile di Padova che l’altro giorno hanno stretto le manette ai polsi di George Catalin Timpu, 23 anni, romeno, residente in via Lorenzo da Bologna 16 all’Arcella.

Gli agenti del vicequestore aggiunto Giorgio Di Munno dovevano notificargli un ordine di carcerazione ma appena si è reso conto che quelli davanti al suo cancello erano agenti di polizia, ha tentato di scappare. L’hanno rincorso nel quartiere e placcato nel giardino di un’abitazione. È scattata quindi la perquisizione dell’abitazione, all’interno della quale hanno trovato una montagna di refurtiva: giacche Colmar ma anche t-shirt Armani e Polo. Il materiale è risultato rubato il 19 aprile scorso nel negozio “Il Quadrante abbigliamento” di Bussolengo (Verona): un furto da oltre 6 mila euro di valore.

Nell’abitazione gli investigatori della Mobile hanno trovato anche un altro romeno trentenne. Non solo. In un angolo della casa c’erano anche tute bianchi, coltelli e arnesi di vario genere: attrezzatura utilizzata molte volte dalle bande di predoni che imperversano tra città e provincia.

Tutto il materiale è stato sequestrato mentre per l’altro romeno è scattata la denuncia a piede libero. Sono in corso accertamenti per capire quanta gente coinvolgeva il loro giro d’affari alternativo.

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