Il gelo frena la corsa alle urne due su tre

Seggi ancora aperti oggi dalle 7 alle 15, poi inizia lo spoglio
Di Claudio Baccarin
Megliadino S. Vitale, 24 Feb 2013 Giulia Narduolo, esponente PD, al voto. ph. Zangirolami
Megliadino S. Vitale, 24 Feb 2013 Giulia Narduolo, esponente PD, al voto. ph. Zangirolami

Alla fine votano due su tre. Il 66,47% in provincia (tre punti e mezzo in meno al 2008), il 66,72% in città (due punti e mezzo sotto rispetto a cinque anni fa). A livello veneto siamo al top. La prima giornata delle Politiche 2013 si chiude con un esito, in termini di affluenza, che non va affatto disprezzato. Specie se si considera che il voto a febbraio è un inedito e che nel pomeriggio, complice un raggio di sole che ha fatto pensare alla primavera, molti ne hanno approfittato per recarsi ai seggi. In tempi di crisi economica la democrazia non è un lusso. E oggi le sezioni restano ancora aperte dalle 7 alle 15. A seguire lo spoglio, prima per il Senato e poi per la Camera.

Tanta voglia di seggio. In controtendenza rispetto al trend nazionale, che segnala una diminuzione dell’affluenza rispetto alle elezioni del 2008 (quando si votò il 13-14 aprile) i padovani ritrovano la voglia di dire la loro sulla scheda elettorale. I primi segnali incoraggianti, a dispetto dei teorici dell’astensionismo, si colgono già nelle prime rilevazioni di mezzogiorno. L’affluenza per la Camera, a livello provinciale, è infatti pari al 19,75% (con 139.891 elettori che si recano al seggio di buon mattino), contro il 19,79% del 2008. Insomma, siamo alla pari. Anche nel capoluogo il divario è minimo: 21,78 % stavolta (che equivalgono a 33.986 padovani) contro il 22,44% di cinque anni fa. E non mancano comuni in cui il segno positivo si delinea fin dalle prime ore di votazione. Il primato a livello provinciale va a Villanova di Camposampiero (22,60%) che supera di pochissimo Loreggia (22,56%), Camposampiero (22,12%) e Ponte San Nicolò (22,01%). In fondo alla classifica, tra i comuni meno interessati a schede e cabine, si segnalavano Carceri (13,31%), Barbona (13,74%) , Villa Estense (14,09%) e Ponso (14,61%).

Boom nel pomeriggio. Ma è nel pomeriggio che il dato dell’affluenza prende il volo. Tanto che alle 19, a livello provinciale, schizza al 58,83%, ovvero due punti in più rispetto alle Politiche che, cinque anni, riconsegnarono Palazzo Chigi a Silvio Berlusconi. Anche in termini assoluti il dato fa riflettere: sono già 416.712 gli aventi diritto che hanno approfittato del voto anticipato. Padova fa ancora meglio salendo al 59,25% (nel 2008 il dato era attestato al 57,78%). Non mancano i comuni che superano quota 60%. In testa alla classifica Ponte San Nicolò (che la volta scorsa si era fermato al 59,44%) balza prepotentemente al 64,10%. La piazza d’onore va a Villanova di Camposampiero (63,93%), che precede Tombolo (63,54%), Terrassa Padovana (62,50%) e Fontaniva (62,40%). Sul versante della disaffezione si mettono in evidenza invece Barbona, dove alle 19 era andato a votare meno della metà degli elettori (49,48%, con due punti in meno rispetto al 51,40% del 2008) e Sant’Urbano, attestato al 50,80% (con un calo di quasi sei punti nel confronto con il dato precedente: 56,38%).

Candidati social. Certo, bisogna rispettare il silenzio elettorale, ma Facebook e Twitter danno ai candidati e ai politici la possibilità di tenersi in contatto in tempo reale con l’elettorato. L’assessore provinciale Enrico Pavanetto annuncia al colto e all’inclita che voterà con la testa: «Oggi il cuore lo lascio a casa». Prima di recarsi alle scuole medie di Carmignano, l’onorevole Antonio De Poli fa sapere di aver seguito «con molta commozione l’ultimo Angelus di papa Benedetto».

Porcellum. Ma anche i cittadini ne approfittano per esprimere i loro stati d’animo. «Sto andando a votare», confida Giuseppe, «ho idea di quale simbolo segnare, ma non di chi poi mi rappresenterà in Parlamento». Chissà se nei prossimi mesi torneranno le preferenze. Chiarissimo il riferimento dell’assessore Alessandro Zan: «Stamattina (ieri, ndr) volevo comprare una squadra di calcio per fare una conferenza stampa in giornata, ma mi hanno detto che non ci siamo con i tempi». Il sindaco Massimiliano Barison riferisce di essere in visita ai seggi di Albignasego.

Appelli. Ìl presidente dell’Ascom Fernando Zilio lancia il suo ultimissimo appello: «Riflettiamo attentamente». Giovanni Pasqualotto, consigliere comunale Cinque Stelle a Vigonza confessa: «Per la seconda volta nella vita voto con piacere». Però nei seggi 39 e 60 tre elettori fanno mettere a verbale di non voler mettere nemeno una croce sui tanti simboli proposti.

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